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Sené Kândebú
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Sené Kândebú

di Paolo D’Aprile Quando gliel’ho fatto notare, ha continuato a guardarmi con il solito sguardo ebete che lo contraddistingue, senza fermarsi. Gli occhi perduti nel vuoto e il corpo a contorcersi in orrendi spasmi. Pensa di saper ballare… il samba, e oggi con i freni inibitori già perduti da un pezzo, il mio amico si lascia … Continua a leggere

Si scava ancora
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Si scava ancora

di Paolo D’Aprile Günther Jakobs passeggia per la piazza, fa finta di niente. Lo si vede da lontano, la sua faccia dice che tedesco è e tedesco rimane. Anzi, in questa piazza tedesco lo è ancora di più. Arrossato dall’implacabile sole, suda rancido nascosto sotto l’effluvio di una volgare acqua di colonia. Sorride compiaciuto. Contento. Sa … Continua a leggere

Il filo rosso
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Il filo rosso

di Paolo D’Aprile Ricordati di Jango. Così gli disse il leggendario Leonel Brizola. Ricordati di Jango. Non era una minaccia, neanche un avvertimento velato. Era semplicemente la costatazione di una realtà definita dalla Storia e che si può riassumere nella frase di uno dei nostri intellettuali più amati: Ogni volta che il Brasile Reale, il Brasile … Continua a leggere

Risate e Abbracci
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Risate e Abbracci

di Paolo D’Aprile Se l’ideologia razzista non facesse parte del modo di pensare e non avesse radici profonde nel pensiero sociale e filosofico europeo, il nazismo non avrebbe esercitato quella attrazione internazionale che gli permise di fare ciò che fece: il razzismo rifletteva l’opinione pubblica di tutti i paesi. Ogni ideologia che si rispetti è creata, … Continua a leggere

Quasi venti
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Quasi venti

di Edith Moniz. Traduzione di Paolo D’Aprile Diciotto anni, quasi venti. A volte mi chiedo cosa sia cambiato in tutto questo tempo e trovo che l’unica cosa davvero diversa sono io, “con qualche malattia”: come in una commedia di Eduardo de Filippo. Con qualche malattia. Perché i bambini che erano con me quel giorno di quasi vent’anni … Continua a leggere