Frases

LA SITUAZIONE

di Paolo D’Aprile e Edith Moniz

Una famosa frase di Walter Benjamin:

La tradizione degli oppressi ci insegna che lo stato di eccezione in cui viviamo è in verità la regola.

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Traduco dal giornale Folha de São Paulo una intervista di Ana Maria Moreira Alves, professoressa di Scienze Politiche al  Massachusets Institute of Tecnology, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Vivendo no fogo cruzado, vivendo sotto fuco incrociato. Uno studio sulla vita nelle favelas di Rio de Janeiro in cui è stato impiantato il programma di Unidade de Polícia Pacificadora, UPP. Detto in parole povere: quando la polizia ha occupato manu militari intere zone della città che vivevano sotto il dominio del narcotraffico. Teoricamente significava che lo Stato prende possesso del suo territorio e libera la popolazione vittima di violenza e ogni sopraffazione. In realtà si è trattato di un vero piano di occupazione militare in cui un potere perverso è stato sostituito da un altro ancora più violento e pericoloso. Le immagini della polizia che spara si trafficanti in fuga sono state divulgate in diretta da tutte le televisioni ed hanno fatto il giro del mondo. Era l’inizio dell’occupazione.

http://www.youtube.com/watch?v=KG0P7oHMriE

http://www.youtube.com/watch?v=KsUWOT_36zw

Nell’intervista ci si riferisce a eventi che necessitano una spiegazione extra.

AMARILDO. Amarildo de Sousa, muratore, 46 anni. Il 14 luglio scorso viene prelevato in casa dagli uomini del UPP della favela da Rocinha e portato al commissariato. Da quel momento non se ne hanno più notizie. L’inchiesta ufficiale dice… Insomma, è uno dei tanti desaparecidos contemporanei che non fanno notizia: siamo un paese “democratico e di sinistra”!

FAVELA DA ROCINHA. Una delle favelas più grandi e più popolose dell’america del sud

PUNTO TURISTICO. Da vari anni le favelas di Rio de Janeiro sono entrate nella rotta del turismo mondiale. In un primo momento attraverso le Ong e i progetti sociali internazionali – che spesso perpoter avere accesso ai locali scendevano a patti con i capi del narcotraffico –  ora attraverso i tour operator comuni. La miseria è sempre stato il più grande affare del paese capace di generare  guadagni stratosferici per tutti gli interessati, miserabili esclusi, naturalmente.

COMUNIDADE. Comunità. È così che vengono chiamate le favelas, comunità. Probabilmente sono stati gli stessi abitanti a cambiarne il nome, oppure è stata la moda del politicamente corretto per non stigmatizzare i poveri, che sia che vivano in favelas o in comunità, poveri sono e poveri rimangono. Anche il papa Francesco ha visitato una comunidade che a Buenos Aires invece si chiama senza tanti eufemismi Villa Miseria.

BOPE http://www.bopeoficial.com/  No, quello che si vede nel sito non è la pagina di un video gioco, ma è come si presenta al mondo il Batalhão de Operações Policiais Especiais dello stato di Rio de Janeiro, la polizia di élite, i gruppi speciali, le teste di cuoio, il cui simbolo è proprio quello che si vede con enfasi nella pagina: un teschio con un coltello che lo attraversa verticalmente e due pistole incrociate. Quasi come la bandiera dei pirati. La funzione di pubblica sicurezza è di responsabilità dei singoli stati della federazione, ed è organizzata da due polizie distinte. La Polizia Militare, responsabile delle azioni armate e la Polizia Civile, a cui sono riservate le indagini e la risoluzione dei crimini. Spesso rivali tra loro, le due corporazioni difficilmente collaborano anzi, si ostacolano in una costante lotta di potere, di influenza politica e di controllo territoriale. Gli scontri di qualche anno fa avvenuti sotto il palazzo del governo a São Paulo in occasione di una manifestazione della polizia civile, sono un episodio limite, ma poi neanche tanto: la polizia civile e militare che si sparano a vicenda http://www.youtube.com/watch?v=Mrm43Vea8Kc

CAVEIRÃO. Caveira, significa Teschio. Caveirão è il grande teschio, il blindato con cui il BOPE avanza nelle Favelas e da cui spara al riparo dai colpi nemici.

MILÍCIA. Milizia, gruppo paramilitare composto da mercenari, sicari e polizia, che nel più puro stile mafioso offre “protezione” alle comunità, in cambio di lauti pagamenti e del controllo della

RIVENDITA DI GAS. Le tubature del gas non raggiungono la totalità della città, anzi, la gran parte ne è ancora sprovvista e il gas è venduto in bombole in depositi che dovrebbero essere a norma di legge ma che invece sono sotto il comando delle Milizie.

VANS. Linee di autobus irregolari, illegali gestite dalle Milizie e che servono la periferia sprovvista di trasporti pubblici.

CURRAIS ELEITORAIS. Zone in cui si possono controllare i voti delle elezioni attraverso ricatti e pratiche mafiose come quelle usate dai:

CORONÉIS. Colonnelli. Persone importanti, uomini d’onore. Padroni di larghe fazendas in cui regnavano e regnano come signori feudali.

FACA CORVO. Coltello con la punta a becco di corvo, usato dai gruppi speciali per…

OPERAÇÃO CONDOR. Operazione Condor. Piano d’azione comune tra Brasile, Cile, Argentina e Uruguay contro sovversivi e oppositori dei regimi dittatoriali. Prevedeva la collaborazione investigativa, lo scambio di prigionieri, e le azioni di cattura, di tortura e di “desaparecimento” dei cadaveri. I documenti e gli archivi ancora da aprire e rivelare sono innumerevoli.

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Per rendere il discorso più fluente ho evitato di tradurre le domande della giornalista Eleonora de Lucena.

5000 desaparecidos all’anno. Il caso di Amarildo è il più eclatante perché la favela da Rocinha è stata una sorta di vetrina della “pacificazione”. Dopo la UPP, la Rocinha è diventato un punto turistico, un luogo strategico, era l’esempio principale del grande successo delle UPP. Ma la violenza restava nascosta. Il modello dell’UPP è una invasione militare, un assedio alla comunidade, una occupazione permanente.

Le comunità cominciano a perdere la paura, durante la mia ricerca di campo una persona mi disse: il silenzio non significa approvazione.

Esiste uno stato di eccezione dichiarato. E questa non è una mia interpretazione, è un dato di fatto. Vari diritti civili sono stati sospesi. Le persone vengono perquisite, la polizia entra nelle residenze private come e quando vuole. Se sospettano di qualcuno lo portano via, come è successo nel caso di Amrildo. Non esiste diritto a un avvocato. La polizia fa cose che non farebbe mai in Ipanema, Copacabana e Leblon. Immagina il Bope che arriva in un appartamento di Leblon buttando giù la porta ed entrando con i mitra in pugno! È una cosa inimmaginabile nella zona sud, ma succede tutti i giorni nelle regioni sotto il dominio delle UPP che vivono in stato d’assedio militare.  E la cosa grave è che questo modello viene considerato utile per il paese intero: la legge della FIFA ha dichiarato lo stato di eccezione temporaneo in tutte le città in cui si svolgeranno le partite. Lo stato di eccezione significa la sospensione del diritto costituzionale. Questo fu quello che avvenne durante la dittatura militare.

L’idea originale del progetto “Pronasci” (Programma Nazionale di Pubblica Sicurezza e Cittadinanza) era eccellente. Prevedeva la presenza di una polizia addestrata e preparata per convivere con la comunità e non in un territorio militarizzato, prevedeva l’uso di armi non letali. Senza il caveirão, senza i mitra e senza i fucili. Il progetto iniziale prevedeva programmi sociali, culturali e sportivi, corsi professionalizzanti e la conseguente apertura di posti di lavoro. È rimasta solamente la parte militare, il resto è stato tagliato.

Non ho alcun dubbio che la la maggioranza della polizia di Rio sia corrotta. I poliziotti onesti sono minacciati e dicono di avere più paura dei colleghi che dei narcotrafficanti. La corruzione sta arrivando a un punto assolutamente critico. Oggi esiste una fusione della milizia con la criminalità e con il controllo della polizia nel territorio. La rivendita di gas, degli allacci clandestini alla TV a cavo, le vans, tutto è controllato dalle milizie che sono presente in più di 720 comunità. Con la presenza delle UPP organizzare una Milizia è diventato molto più facile.

È molto difficile sapere se le UPP hanno scoraggiato il traffico di droga. Certamente il piccolo trafficante. Il grande vive fuori dalla favela e continua a prosperare perché gode di appoggi politici. È tutto molto simile alla situazione della Colombia. Prendi il caso del giudice Patrícia Acioli che ha avuto il coraggio di condannare alti comandanti della polizia militare: è stata assassinata in pieno giorno. Questo succedeva con frequenza in Colombia.

I Currais eleitorais sono molto gravi per la democrazia. Si sono infiltrati nel consiglio comunale, nell’assemblea legislativa dello stato, nel parlamento. è un modo di eleggere le persone giuste e di condizionare il potere giudiziario. Come in Colombia. Ad esempio: in una comunità occupata esiste una milizia vincolata alla polizia. arriva il programma sociale che richiede la registrazione delle famiglie. Al momento delle elezioni arrivano armati in casa della gente e dicono: il voto è libero e segreto ma vorremmo che il nostro candidato abbia un tot numero di voti. E se in quel collegio elettorale la milizia non raggiunge il suo scopo, per la famiglia di cui sopra è finita. Questo è un metodo molto più efficace di quello che facevano os coronéis i colonnelli.

La cosa più spaventosa che ho scoperto nei miei anni di convivenza nelle favelas è stato l’uso della faca corvo, il coltello “corvo” che era usato nell’Operação Condor. È un’arma usata per squarciare l’addome, togliere le viscere e fare affondare il corpo, nessuno ti trova più.

La politica di pubblica sicurezza è la stessa dai tempi della dittatura perché la costituzione ha mantenuto la polizia come organo militare. Un suggerimento dell’ONU è questo: abolire la Polizia Militare in favore di una polizia civile integrata. In Brasile è tutto molto più difficile a causa della corruzione generale. I governatori di stato sono molto interessati ad avere la Polizia Militare, che è un vero esercito, sotto il loro controllo.

Dalla Folha de São Paulo del 25/08/2013

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Queste le parole dell’illustre professoressa che facciamo nostre. Un giorno abbiamo cominciato a contare gli episodi di violenza istituzionale a cui abbiamo assistito: dalla tortura ai pestaggi, dagli arresti alle invasioni di domicilio illegali, dalla deportazione alle minacce, dalle sparatorie a una semplice intimidazione. Non ci siamo riusciti, erano talmente tanti che abbiamo perso il conto.

È bene precisare che i cinquemila desaparecidos a cui la studiosa si riferisce all’inizio del suo intervento, sono solamente nello stato di Rio de Janeiro. Il fatto che tutto questo non susciti lo scandalo nazionale ed internazionale è perché si tratta solo ed esclusivamente di poveri, di miserabili, di gente che non appare neanche nelle statistiche. È una lotta per la sopravvivenza molto differente dalla lotta per la democrazia degli anni settanta. Quando chi spariva nel nulla erano gli studenti e i giovani figli della società “visibile” con accesso alle strutture del potere e dell’informazione, grazie ad interventi di gente come dom Helder Camara, Frei Betto e tanti altri il mondo intero lo venne a sapere. Oggi il silenzio è praticamente totale. In Brasile è in atto un vero massacro ma la guerra contro i poveri non interessa a nessuno, anzi, interessa a tutti: combatterla e vincerla nella più assoluta indifferenza.

 

Paolo D’Aprile e Edith Moniz 

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