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Leonard Peltier, il Mandela dei nativi d’America

Leonard Peltier 02Leonard Peltier è un nativo americano in carcere da 38 anni per difendere i diritti del suo popolo.  La storia ha inizio nel 1973, quando oltre trecento indiani d’America tennero testa agli uomini del governo, che per scacciare i Lakota dal loro territorio, si erano alleati con il capo di un’altra tribù, Dick Wilson, che con una sorta di polizia privata mieteva terrore nella comunità indigena con pestaggi ed omicidi. Lo stesso Wilson stava trattando in gran segreto la vendita di parte delle terre della riserva dei Lakota Oglala di Pine Ridge, nel sud Dakota, agli Stati Uniti.  Consapevole della fierezza e dell’ostinazione delle popolazione native, il governo statuinitense cercò in tutti i modi di cacciare i Lakota dal loro territorio per impossessarsi dei loro giacimenti.  I nativi chiesero aiuto all’AIM. In loro soccorso arrivò Leonard Peltier, militante diventato leader dell’associazione di difesa dei diritti delle nazioni indiane d’America. Nel giugno del 1975 durante un festa religiosa nella riserva indiana dei Lakota Orlala, alcune auto senza targa dell’F.B.I circondarono la zona. Dalle auto, cominciarono a sparare contro la gente inerme. Gli Oglala Lakota risposero al fuoco e alla fine sul terreno restarono tre corpi: due agenti dell’FBI e un indigeno. Per l’indiano americano morto non fu aperta alcuna indagine, mentre per i due agenti vennero imputate tre persone. Una di loro era Leonard Peltier. I due coimputati furono assolti sulla base della legittima difesa, mentre Peltier fu condannato a due ergastoli consecutivi. Durante il processo non si tenne conto delle prove a suo favore ma solo di testimonianze manipolate, vaghe e contraddittorie. Dopo cinque anni, accurati esami balistici riuscirono a provare che i proiettili che uccisero i due agenti non appartenevano all’arma di Leonard, e molti dei testimoni che lo accusarono ritirarono le loro dichiarazioni, confessando di essere stati minacciati dall’FBI. Inoltre la giuria che condannò Peltier era formata da soli bianchi in una città, Fargo, storicamente anti-indiana e il processo presieduto da un giudice noto per il suo razzismo. A Leonard è stata negata la possibilità di avere una revisione del processo, nonostante le prove che dimostrano la sua innocenza.

Oggi Peltier è ancora in prigione.

Leonard Peltier è in carcere perché lottava per i diritti del suo popolo e la sua storia è un esempio delle tante ingiustizie che avvengono in ogni parte del mondo e che vengono taciute perché “scomode”. Peltier in Italia è praticamente sconosciuto, la sua storia non riempie le pagine dei giornali. Eppure è una storia che merita attenzione, perché ci parla dell’apartheid oggi, che non si esprime più nelle forme feroci che si sono vissute in Sudafrica, ma che continua ad esistere anche nei paesi cosiddetti civili. L’apartheid non è soltanto brutale e gratuita violenza verso chi ha la pelle di diverso colore. Oggi è diventato qualcosa di più morbido e subdolo ma, proprio per questo, è estremamente pericoloso.

Dice Leonard Peltier: “la mia colpa è essere indiano, e la tua?”

Firma la petizione!

Per saperne di più:

http://www.youtube.com/watch?v=mBrb0ae3rEI#t=463

http://www.youtube.com/watch?v=2eECw5p3J8M

leonard68compleanno

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