Frases

La presidente, la signora, la dentiera

Tudo que tenho aqui foi Dilma que me deu. Tutto quello che ho qui me lo ha dato Dilma (Marinalva Gomes Filha)

 Il buco orrendo a vedersi avrebbe distratto l’interlocutore togliendo ogni enfasi a qualunque discorso. I miei amici con molto tatto glielo dissero: mentre parli in pubblico non puoi metterti la mano davanti alla bocca, altrimenti non si capisce quello che dici, e quello che dici è molto importante. Ma quando arrivava al dunque, ogni sua parola veniva mascherata dalla mano, la voce fioca dalla bocca coperta usciva e svaniva quasi subito. Poverina, si vergognava: era una vera leader comunitaria che si faceva carico di ogni problema della sua favela, la sua comunidade,e in suo nome partecipava a incontri e riunioni molto importanti.

marinalva-550x300In questo momento i servizi segreti di mezzo mondo danno la caccia a quel boia incappucciato. Si costruiscono ipotesi si analizzano documenti si studiano motivi e ragioni. Il giornalista americano muore come ostaggio in mezzo a una guerra di tutti contro tutti dove a perdere, lo sanno tutti, sono sempre gli stessi, i poveri. Oggi sul giornale dicono che ormai hanno individuato il luogo dell’esecuzione grazie ad un accurato studio delle immagini e ad una proiezione ortogonale ottenuta con un programma elettronico collegato al satellite capace di fornire latitudine e longitudine. Il video è presente in tutti i siti di notizie. Apparentemente integro, vestito come un prigioniero di Guantanamo, James viene obbligato a parlare contro il governo americano responsabile di tutti i mali, mentre il suo assassino lo minaccia con coltello da boy scouts con cui gli taglierà la gola. I servizi segreti di mezzo mondo cominciano a dare la caccia…. fermi tutti, questo l’ho già detto. Ho le idee confuse. Non riesco a capire perché so tutto del povere James e niente dei fatti di Cascavel.

La signora appare sul giornale in prima pagina, ieri sera era alla tv a fianco della Presidente. La campagna elettorale appena iniziata ha già cominciato a far vedere chi saranno i prossimi ladri e corrotti a governarci. La signora, dice ai giornalisti esattamente quello che le viene detto di dire, che è molto felice nella sua nuova casetta ottenuta grazie ai benefici del governo della Presidente. Anch’io sono contento per lei, la casa se la merita senz’altro. Posso immaginare la sua storia di miseria e di privazioni, solamente a guardarla e dalle sue poche sgrammaticate parole riesco a immaginare proprio tutto. Purtroppo la miseria e le privazioni ce le portiamo scritte in faccia e basta dare una rapida occhiata per capire subito chi sei, cosa fai e dove vivi. E questo non è un atteggiamento razzista, è la realtà. I poveri, la faccia da poveri ce l’hanno davvero. Ma in quella signora c’è qualcosa di strano, a guardarla bene i conti non tornano.

James muore solo. Davanti a tutto il mondo è l’uomo più solo della terra. Leggo la sua storia, leggo quello che dicono di lui i suoi genitori i suoi amici. Oggi so anche dove e probabilmente da chi è stato ucciso, grazie a quel sofisticatissimo programma di computer e l’ausilio del satellite. Cascavel invece è una città del Paraná, a 908 km dal divano di casa mia, l’ho visto su google, dalle foto sembra pure un posto simpatico. Sapere dove si trova è facile, basta un click. E dovrebbe essere facile sapere anche il nome di quei cinque morti. Ma non li trovo scritti da nessuna parte. Eppure dalle immagini si vedono benissimo, in ginocchio sul tetto. In ginocchio sul tetto della prigione. Gli aguzzini, incappucciati come il boia di James, li stanno massacrando di botte, urlano sbraitano le loro esigenze. Le telecamere avvicinano l’immagine. Però a Cascavel, nel Paraná, in quel momento, la vita segue il suo corso normale, i negozi aprono, i bambini vanno a scuola, le massaie al mercato, gli impiegati in banca, i carcerati si ribellano, tagliano la testa agli ostaggi, gettano i corpi giù dal tetto, insomma, la vita segue il suo corso normale. Quello che è scritto degli uomini inginocchiati sul tetto del carcere è che erano spie e stupratori e, lo sanno tutti,, in galera per loro non c’è posto. I servizi segreti di mezzo mondo non farebbero nessuna fatica a trovare gli assassini: a Cascavel lo sanno tutti: sono i carcerati della prigione, il cui indirizzo è nel mio computer, a un click di distanza dal mondo intero. Dei poveri morti, spie e stupratori, non viene divulgato il nome. La società civile assiste felice al massacro, in fondo si stanno ammazzando tra loro, meglio così.

 I conti non tornano perché nonostante la sua espressione, la sua immagine, corrisponda allo stereottipo del povero c’è qualcosa nella sua faccia che non mi convince. La famosa poesia di Ledo Ivo, di cui traduco malamente un pezzo, lo dice pure che:

…i poveri hanno un’aria pesante/che unisce timore, impazienza e sottomissione/ e come sono grotteschi!/ e come i loro odori ci disturbano anche a distanza!/ e non hanno neanche la nozione della convenienza, non sanno comportarsi in pubblico.

E quella signora del povero ha proprio tutte le caratteristiche, colore, vestiti, modo di parlare strascicato, accento tipico, denti…: denti! Sì, i denti. Esattamente come nel racconto dei miei amici: il buco orrendo, la mano davanti alla bocca, le parole che non si ascoltano, l’interlocutore distratto. Ecco il problema, la signora ha tutti i denti, un bellissimo e bianchissimo sorriso. I conti non tornano, i poveri, lo sanno tutti, sono senza denti, per lo meno ne manca sempre qualcuno, spesso i due davanti. Così quando parlano si mettono la mano davanti alla bocca perché si vergognano. E la signora invece i denti ce li ha proprio tutti. “L’unico sbaglio del governo è stato il ritardo con cui lei ha dato la dentiera” Dice la Presidente. Infatti, come consta dai documenti, il giorno prima della visita presidenziale la signora è stata condotta in un centro odontologico comunale in cui le sono stati collocati i denti posticci. Parla la Presidente: “Lì, in un municipio vicino alla comunità (apro una parentesi per specificare che nessuno osa più chiamare le favelas con il nome di favelas, oggi si deve usare il nome molto più politicamente corretto di comunidades, comunità) de Batatinha c’è una unità completa del programma “Brasil Sorridente” con ambulatorio e dentista incluso. È triste sapere che le abbiano dato la protesi solamente un giorno prima del mio arrivo, la signora avrebbe dovuto ricevere la dentiera, nel momento di riscuotere i proventi del Bolsa Família” (il programma di elemosina governativa ai poveri perché non muoiano di fame e possano mettersi la dentiera così da far bella figura; la Presidente dice che trenta milioni di persone, grazie al programma, hanno ormai scavalcato la soglia della povertà e sono entrate nella classe media, siamo un paese di classe media, e la middle class, lo sanno tutti, ha i denti al completo). Continua la Presidente: “Io sono contraria al fatto che le abbiano abbiano dato i denti solamente prima del mio arrivo. L’obbligo del Ministero e del Comune è quello di avere una mappa di intervento e di sapere chi ha bisogno. La dentiera è un obbligo dello stato, è un diritto del cittadino. Questa storia di donare la dentiera in cambio del voto, oggi in Brasile non esiste più”. Ed io credo obbedisco e combatto.

La povera signora, di cui conosco nome cognome faccia espressione corporale atteggiamento e sorriso, oggi divide la prima pagina con James, la cui esecuzione è trasmessa in modo visione, e i cinque stupratori sgozzati di Cascavel di cui nessuno saprà mai niente perché a perdere, lo sanno tutti, sono sempre gli stessi, i poveri, perché in verità non sanno neanche morire/ (hanno quasi sempre una morte brutta e poco elegante)/ in qualunque luogo siano disturbano,/ viaggiatori inopportuni che occupano i nostri posti/ anche quando noi siamo seduti e loro viaggiano in piedi.

La prigione di Cascavel

https://www.youtube.com/watch?v=sUrWmV23p9Q

https://www.youtube.com/watch?v=EwIITWSFMsk

La presidente, la signora, la dentiera

http://plantaopolitico.com/moradora-recebe-protese-dentaria-para-gravar-programa-eleitoral-de-dilma/

http://www1.folha.uol.com.br/poder/2014/08/1505751-dilma-chama-de-lamentavel-caso-de-moradora-que-ganhou-protese.shtml

 

São Paulo Brasil XXI secolo

Edith Moniz

Paolo D’Aprile

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