Frases

Brasileiros, Brasil

Sem Terra 04Noi

I sepolti vivi

senza forza

senza voce

dimenticati

mani legate

piedi incatenati nel fango della vergogna

nella schiavitù di una vita senza senso

La speranza è un lusso proibito

Le nostre urla perdute nel vuoto

cercano

la luce che non riesce a illuminare

la oscurità della nostra paura

Masnada di vagabondi

cannibali in cerca del prossimo pasto

Morti agonizzanti in attesa del colpo di grazia

spettatori inermi di un gioco che non è nostro

le cui regole non le abbiamo scritte noi

Smarriti

illusi

spogliati

squarciati

derubati

derisi

umiliati e offesi

Siamo tutti personaggi di Jorge Amado

in un libro scritto da Dostoievki

che vivono l’incubo di Kafka

Brasile, mio Brasil Brasileiro

Gente dappertutto

nella solitudine dell’anima

attesa vana

nei deserti delle metropoli

nelle steppe dell’interno invase da migliaia di promesse

senza direzione

senza destino

senza passato

a cercare la memoria di un paradiso mai esistito

dimenticandosi la costruzione dei miti

seguendo la volontà di re e regine di altre terre e altre genti

Noi, il buon selvaggio

nella Terra di Vera Cruz

gente con le mani tese

che implora: lo specchietto ieri, la tecnologia oggi

Ma Noi, chi siamo Noi?

Nudi senza peccato

Popolo nuovo in via di formazione

meraviglia work in progress

popolo in divenire

che costruisce duramente il suo destino

Noi, il sorriso dei bambini

Noi, i sinceri abbracci di amicizia

Noi, la parola Saudade

Noi, la parola desejo, desiderio

Noi, l’allegria sempre

Noi, il diritto riconquistato

Noi, il sognare da sveglio

Noi, il delirio di una notte di carnevale

Noi, gente del mondo intero

multipli visi unici

sotto il sole tropicale

della più bella provincia della Terra

a plasmare un mondo nuovo

Abbiamo voce e desideri

Abbiamo occhi per riconoscere il cammino del cambiamento

dell’infinita possibilità di scelta

il cammino delle diverse verità

Abbiamo piedi per percorrerlo

mani per tirare chi non ci riesce

e coraggio di non tornare indietro

Noi, senza niente

Noi, braccia aperte

Noi, abituati con i resti

vogliamo adesso

partecipare

così

nel modo come siamo.

 

São Paulo, Brasil, XXI secolo

Edith Moniz

Paolo D’Aprile

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