Frases

Selfie

È passato un mese, e niente. Neanche una riga. E pensare che non era mai successo nella storia del Paese. E noi zitti. Come se non bastasse, l’altro giorno, di nuovo, ancora, la stessa cosa. Sì, va bene, in tono minore, non erano i due milioni di un mese fa, ma è lo stesso: manifestazioni dappertutto, stavolta anche al nord-est dove il partito ha vinto e la Presidente ha garantito la sua rielezione. A dir la verità, questa storia sta andando avanti da molto tempo. La Polizia Federale, agli ordini di un pugno di giovani e agguerriti  magistrati ha già messo in galera figure importantissime dell’industria, della finanza, e adesso pure della politica. Immaginiamo una impresa statale, una delle più grandi del mondo, la Petrobras: petrolio, energia, distribuzione di combustibili, investimenti, opere pubbliche…

Lo stato nomina i suoi dirigenti. O meglio, il governo. Tutta la direzione esecutiva, tutti i direttori vengono nominati dal governo. Ogni direttore risponde politicamente a chi lo ha piazzato lì. Le imprese interessate a garantirsi gli appalti con la Petrobras versano un tot, e già che ci sono, tanto per gradire, infilano un altro po’nelle tasche personali dei direttori. I soldi vengono ripassati nelle casse del partito di governo. Alla fine i conti non tornano, mancano miliardi e miliardi, e per far quadrare il bilancio si falsificano i dati. Viene comprata una raffineria negli Stati Uniti. Costo reale 2, prezzo pagato 20. In America vogliono vederci chiaro. Scatta la denuncia nei tribunali USA. All’epoca dell’acquisto, il presidente del consiglio di amministrazione era la signora Dilma Rouseff, che oggi è Presidente della Repubblica. Cominciano a cadere teste importanti. La polizia federale porta in prigione tutti i direttori della Petrobras corrotti e gli imprenditori padroni di mezzo Brasile. Qualcuno parla. E dice tutto. Si istalla una commissione parlamentare di inchiesta. Chi decide di collaborare con la giustizia avrà uno forte sconto della pena. Vengono citati il presidente del senato e quello della camera come facenti parti dello schema.Viene arrestato il tesoriere del partito, il PT, a cui appartiene Dilma e Lula. Appare, appunto, il nome di Lula, perché tutto cominciò sotto la sua gestione. È il secondo scandalo di proporzioni madornali che vede coinvolti Lula e i suoi uomini. Il primo finì con l’arresto e la condanna ad anni di carcere di tutta la cupola del governo e del partito (meno Lula, è chiaro). Il secondo, l’attuale… ci siamo quasi.

Nel frattempo l’odio viscerale contro il PT, il partito di Lula, si è risvegliato con tutta la sua atroce virulenza. Il dibattito e la riflessione sono state sostituiti da slogan facili e luoghi comuni da osteria. Non sto parlando delle reti sociali di internet, o delle mostruose manifestazioni di piazza. Mi riferisco ai grandi mezzi di comunicazione in cui non si fa altro che gonfiare ogni notizia ai limiti dell’intollerabile. E quando non esistono fatti nuovi, vengono ripetuti i vecchi, tali e quali con le stesse parole, come se nuovi fossero. L’opposizione ormai parla chiaramente di Impeachmet presidenziale. Milioni di persone scendono in piazza al grido di Tutti Ladri. Nessun partito politico si azzarda a metterci la faccia e convocare la massa, sarebbe un suicidio (infatti si sa che oltre al partito di governo, sono coinvolti decine di parlamentari di ogni colore). Milioni di persone convocate… E qui sta il punto. Convocate da chi?

15-04-19 SelfieDue anni fa, le manifestazioni nacquero spontanee in seguito alla repressione poliziesca di un pacifico corteo di studenti. L’indignazione esplose in tutto il paese: in sostanza si protestava contro le spese folli per gli stadi dei Mondiali quando il Brasile manca della infrastruttura necessaria.  Manifestazioni spontanee, sissignori.

E oggi? No, oggi no. A convocare la protesta sono i grandi gruppi di potere lasciati fuori dal banchetto. Si travestono da movimenti liberali (giovani imprenditori rampanti e genietti del mondo informatico) che sotto la parvenza di modernità nascondono il ghigno della destra più reazionaria. Ragazzi non spaventatevi se usiamo questa definizione: “destra reazionaria”. Qui “destra e sinistra” esistono ancora. Al loro fianco, a manifestare contro la corruzione ecco i fautori del golpe militare, della repressione poliziesca, del razzismo. Un milione di persone in piazza a São Paulo, un milione a Rio, altrettante nel nord-est. I cartelli: corrotti in galera, pena di morte, viva l’esercito, ecc ecc. L’alto comando garantisce che le forze armate agiranno nella stretta osservanza dei doveri costituzionali (l’ultima volta che usò simili fu il 31 marzo 1964, la sera prima del colpo di stato). Ma la protesta non finisce lì. Ogni volta che la Presidente Dilma appare alla tv, la gente si affaccia alla finestra con pentole e cucchiai, è il panelaço, si sbattono le padelle e i coperchi come a dire: guardate che i prezzi aumentano e non abbiamo più da magiare… Però, caso strano, il panelaço non viene dalle periferie (dove le politiche sociali del governo continuano a funzionare) ma dai quartieri alti, come il mio. Proprio loro, i miei vicini di casa, con le loro macchine americane e la casa a Miami, quando la Presidente parla in tv, aprono la finestra e giù insulti, urlacci e padellate.

Qualche frase:

La nostra bandiera non sarà mai quella rossa.

Qui oggi ci sono pure le mogli dei banchieri.

Avrei potuto rimare a casa, ma io penso sempre agli umili.

Ho già perso molti clienti, lasciano il paese, vanno a Miami, sono molto preoccupata.

Per favore non mettere il nostro nome sul giornale, potrebbe arrivare la Polizia Federale…

Hai visto, sono venuti proprio tutti, anche le donne, non hanno avuto paura che la pioggia rovinasse la pettinatura.

Non è giusto andare a Miami, dobbiamo rimanere per aiutare il Paese, se i ricchi se ne vanno chi ci rimane? solo quelli a cui non interessa la crescita economica!

Sì, io appartengo all’élite, io sono élite e penso che dovrebbero rendermi omaggio, altroché denigrare la mia immagine, sono io che investo, io che creo posti di lavoro, pago le tasse, faccio tutto giusto.

Comunisti carogne, tornate a Cuba.

Io ho sempre saputo che una volta al governo il PT avrebbe rubato.

Gli autori di queste perle di filosofia politica: attori di telenovela, importanti imprenditori, architetti di fama, fotomodelle, direttori di ONG assistenziali. Insomma, i leader del movimento. Sono riusciti a mobilitare milioni di persone per ben due volte nello spazio di trenta giorni. Incluso il mio vicino di casa che sbatte le sue pentole alla finestra al grido di Dima-Merda. Il punto alto della manifestazione era la foto. Il selfie con la truppa di soldati dei vari battaglioni di polizia di pronto intervento. Quelli tipo scuola Diaz e Bolzaneto. Gli stessi che ammazzano i Sem Terra, sparano a zero nelle favelas, e fanno sparire i nostri meninos de rua. Il selfie con i soldati armati, con i comandanti, con la truppa schierata. I selfie delle famigliole presenti alla manifestazione democratica con i cartelli inneggianti alla pena di morte.

Un giornalista importante ha detto che fino ad ora le manifestazioni  si sono mosse più col fegato che con lo stomaco.  Le folla si è mossa più per volontà che per necessità. Era facile notare dalle facce e dai vestiti, che i presenti in piazza erano coloro che seguono il copione dettato dai gruppi di comunicazione internet e televisivi, chiaramente favorevoli alla proteste contro il governo (responsabile sia della odiata corruzione, ma anche delle politiche sociali contrarie ai loro principi). Ma se la crisi arriva per davvero e i poveri decidono di manifestare sul serio, quando il fegato (l’odio verso il PT, Lula e Dilma, i comunisti, i sem terra, le politiche sociali che mantengono i vagabondi che non hanno voglia di lavorare) sarà sostituito dallo stomaco (l’inflazione che ormai tocca il 10%, la recessione ormai in atto, la disoccupazione), tutta questa gente che era in piazza a farsi le foto, tornerà a casa sua di corsa, si chiuderà dentro e chiamerà la polizia, che ai poveri glielo dà lei un bel selfie. Come ha sempre fatto.

Panelaço durante il discorso del presidente della repubblica https://www.youtube.com/watch?v=ir1xp1iJ7xU

Manifestazione “spontanea” a São Paulo https://www.youtube.com/watch?v=nthMmaxtWNw

São Paulo, Brasil XXI secolo

Edith Moniz

Paolo D’Aprile

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