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Stedile: Possa lo spirito di Tiradentes illuminarci per andare nelle piazze per la giustizia sociale

Il 21 aprile, João Pedro Stedile, parte del coordinamento nazionale del MST, è stato premiato insieme ad altre 141 persone con la Medalha da Inconfidência.

Si tratta della più alta onorificenza concessa dallo Stato del Minas Gerais a persone ed entità che, secondo la valutazione del governo, hanno contribuito allo sviluppo del Minas e del Brasile.

Di seguito, un articolo di Stedile sul significato di questa onorificenza.

La Medalha da Inconfidência e l’eredità di Tiradentes

Il 21 aprile mi è stata conferita la Medalha da Inconfidência, consegnatami dal governatore Fernando Pimentel nella Piazza di Ouro Preto, a Minas Gerais, a nome del popolo mineiro.

Non è stata un’onorificenza personale. Lo considero come un riconoscimento a tutti i combattenti sociali dei movimenti popolari del Minas e del Brasile, che lottano ogni giorno per gli ideali di Tiradentes. E più che un’onorificenza, rinnova l’impegno per quegli ideali.

Tiradentes ha combattuto contro il saccheggio delle nostre ricchezze da parte della metropoli, ha lottato contro la schiavitù, per la Repubblica e per la democrazia.

Niente di più attuale dopo più di duecento anni.stedile2

1. Ai suoi tempi il saccheggio delle ricchezze era fatto di carrozze e navi. Ora la capitale trasporta miliardi di tonnellate di minerali attraverso condutture, esaurendo anche l’acqua potabile che manca nella periferia di Belo Horizonte. Vogliono anche mettere le mani sul nostro petrolio, con la campagna di privatizzazione del petrolio e della Petrobras.

2. Ogni anno la Polizia Federale libera circa mille lavoratori schiavizzati nelle campagne. I fazendeiros ricevono una multa ma nessuna vera punizione, come secondo la Costituzione che prevede fino all’espropriazione delle aziende agricole (fazendas). Nel Minas Gerais, un fazendeiro della Unaí ha ordinato l’uccisione di tre ispettori del Ministero del Lavoro che controllavano il lavoro schiavo nella sua “moderna” fazenda. Tutto resta impunito. A Felisburgo un altro fazendeiro ha partecipato ad una strage che ha ucciso cinque lavoratori rurali Sem Terra. La Giuria Popolare lo ha condannato a 220 anni di carcere, ma lui è libero, sperando nei ricorsi giudiziari.

3. Il sogno di Tiradentes era un sistema repubblicano, in cui tutto il potere era in mano al popolo, che doveva organizzare autonomamente i tre poteri. Oggi, appena 10 aziende hanno dirottato la democrazia ed eletto il 70% dei parlamentari. La Magistratura non è ancora repubblicana e nessuno la controlla, al punto che, nella più alta corte, il Ministro Gilmar Mendes ha interrotto un processo la cui sentenza era già stata decisa con sei voti contro uno. E nessuno può fare nulla.

4. Peggio ancora, ora abbiamo un potere nuovo e ancora più potente, che non solo non è espressione del popolo ma che agisce contro il popolo stesso: i media borghesi. Si tratta di un monopolio vergognoso, in cui i proprietari di questi mezzi fanno ciò che vogliono, dicono che ciò che è giusto o sbagliato, oltre ad inviare i loro profitti verso conti segreti in Svizzera.

In Brasile non ci sarà democrazia senza una riforma dei mezzi di comunicazione che garantisca al popolo brasiliano l’accesso all’informazione in modo igualitario e senza il coinvolgimento degli interessi del potere economico.

5. La democrazia sognato da Tiradentes è ancora un’ipocrisia, confondendo la democrazia con il semplice diritto di andare alle urne ogni due anni. Le elezioni sono necessarie e fanno parte del processo, ma una società democratica si misura dal grado di parità di diritti e di opportunità di tutti i suoi cittadini, senza distinzioni. Purtroppo il Brasile rimane una delle società più disuguali al mondo. La concentrazione della ricchezza e della terra è sempre maggiore, nelle mani dell’1% dei ricchi.

Per i giovani, i poveri e i neri delle periferie delle città, oltre alla mancanza di opportunità, esiste la pena di morte. Ogni anno sono uccisi 20 mila giovani.

Anche i lavoratori ora sono sotto il mirino dei capitalisti, che vogliono eliminare i diritti conquistati nel corso di 100 anni di lotte sociali durante il XX secolo.

6. Come se non bastasse l’eredità strutturale di una società diseguale, la destra chiede apertamente un colpo di stato militare. Lo ha fatto altre volte in passato. Ogni volta che il popolo sceglie i propri rappresentanti e la destra non è soddisfatta dei risultati delle elezioni, senza vergogna inizia a chiedere colpi di stato militari o versioni più sofisticate di impeachment.

7. Che lo spirito di Tiradentes e i suoi ideali continuino ad aiutarci ed animarci nella lotta. 

Che il suo spirito illumini i nostri governanti, affinché non abbiano paura di utilizzare i fondi pubblici del popolo per investimenti nel settore dell’istruzione, della sanità, per le case e per la riforma agraria, e non nell’interesse dei banchieri.

Che lo spirito di Tiradentes spinga i parlamentari a sostenere l’iniziativa per la convocazione di un referendum popolare, per decidere sulla necessità di un’assemblea costituente che faccia una vera riforma politica nel paese. E anche una riforma dei media.

Che lo spirito di Tiradentes illumini i nostri giovani, doni loro il coraggio di abbracciare gli stessi ideali per andare in piazza a lottare per la giustizia sociale e la parità di diritti.

Salve, Salve Tiradentes!

stedile1João Pedro Stedile

Traduzione: Martina Giordani

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