Social News

Difendiamo il diritto di Ali Lmrabet di fare il giornalista in Marocco

Ali-Lmrabet1Dal 24 giugno al 28 luglio 2015, a Ginevra dinanzi alla sede dell’ONU, Ali Lmrabet è stato costretto a ricorrere all’estrema forma di lotta dello sciopero della fame, per rivendicare il diritto ad esercitare il suo mestiere di giornalista in Marocco e protestare contro le difficoltà, di carattere solo apparentemente burocratico, che vengono frapposte al rinnovo dei suoi documenti di identità, essenziali per ottenere l’autorizzazione alla riapertura dei suoi giornali satirici, Demain e Doumane.

Vinta questa battaglia, con il rilascio della carta di identità e del passaporto il 3 settembre scorso, nuovi ostacoli, di natura solo apparentemente burocratica, vengono opposti all’apertura di un esercizio commerciale che gli è essenziale per sopravvivere, in attesa di poter riprendere l’attività di giornalista in Marocco.

Ali Lmrabet è uno dei “100 eroi dell’informazione”, secondo Reporters sans frontières, titolo che gli è valso per essere stato, il 21 maggio 2003, condannato, al termine di un processo durato 10 minuti, a 4 anni di prigione (ridotti a tre anni in appello), a causa di alcuni articoli e un fotomontaggio satirico delle nozze del re Mohammed VI.

Ali-Lmrabet2Nel 2005, poi, gli è stata comminata l’interdizione per dieci anni dalla professione, solo per avere definito “rifugiati” (né più né meno di come ufficialmente li considera l’ONU) i Saharawi che vivono nei campi profughi di Tindouf. I suoi due giornali satirici, Demain e Doumane sono stati semplicemente chiusi, senz’altra spiegazione. Da qualche mese è terminato il periodo di interdizione e non vi sono ragioni perché non venga finalmente riconosciuta ad Ali Lmrabet la possibilità di esercitare il suo mestiere di giornalista. Chiediamo a SM il Re del Marocco e al Primo Ministro del Marocco di promuovere ogni opportuna iniziativa perché venga assicurato, a un giornalista del quale il suo paese dovrebbe andare fiero, il riconoscimento della piena libertà di espressione, pure sancita nella Costituzione marocchina.

Chiediamo quindi che non vengano frapposti ulteriori ostacoli alla possibilità che egli viva in Marocco ad alla riapertura dei suoi giornali.

Firma anche tu la petizione!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...