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Continua la lotta contro gli incendi nella Terra Indigena Caru

Testo di Madalena Borges, missionaria del CIMI – Maranhão

Traduzione di Martina Giordani

Sabato 5 dicembre sono state sorvolate le Terra Indigene (TI) di a causa dell’incendio che si estende dalle TI di Alto Turiaçu e Awá fino a quelle di Caru, nel nord-ovest dello stato brasiliano del Maranhão. Ci sono 50 vigili del fuoco, 100 indigeni Guajajara, 30 Awá e 60 non-indigeni. Questi ultimi stanno lottando contro l’incendio che si sta avvicinando al villaggio Tiracambu (del popolo Awá Guajá). C’è solo un elicottero dell’IBAMA che si trovava nelle TI Awá e Alto Turiaçu e che è arrivato ieri nella TI Caru per valutare l’incendio e definire la strategia per spegnere l’incendio.

3Il capo del villaggio indigeno Maçaranduba ha riferito che il fuoco è talmente esteso che non può essere controllato con questo numero di persone e dunque urge inviare più persone e più aerei. Inoltre, ha informato che il contigente è distribuito su tre fronti nella Terra Caru: nella regione nord del villaggio Maçaranduba, nella regione meridionale (acqua bianca) e nella regione del villaggio Awá. “Il fuoco ha già compromesso metà della Terra (…). Non sappiamo se l’IBAMA ha dato notizia della proporzione dell’incendio nella TI Caru”.

Mancano solo 30 minuti affinché il fuoco raggiunga il villaggio Awá, ma uomini e donne stanno combattendo. Gli incendi che erano già stati controllati si stanno verificando nello stesso luogo. Gli uomini Awá non sono più andati a caccia, in quanto il fuoco si è diramato in tutte le direzioni e dunque non sono in grado di fornire cibo per le loro famiglie. “I bambini chiedono carne quando torniamo dalla lotta contro il fuoco. E io rispondo che non ce n’è. C’è solo fuoco”, racconta Inajã Awá. Le donne sono disperate per la distruzione delle aree di frutta e di caccia, i fiumi sono secchi e i pesci morti. La fame è già preoccupante.

Secondo il capo Antônio Wilson Guajajara l’incendio è doloso, causato da chi taglia la legna e da altri invasori, soprattutto a causa della localizzazione del fuoco nel mezzo della foresta. Gli Awá credono che i luoghi di raccolta degli Awá isolati sono già stati tutti bruciati. Non si hanno informazioni su questi gruppi.

2Dall’inizio dell’incendio, la leadership Tatuxa’a Awá, insieme ad un gruppo di 10 Awá, sta cercando di combattere il fuoco in modo disperato senza l’aiuto dello Stato, che è arrivato solo dopo un mese dall’inizio dell’incendio e sotto la pressione da parte di indigeni, istituzioni della società civile e internazionale e di chi appoggia la causa indigena. Gli Awá Guajá hanno uno stile di vita basata sulla caccia e sulla raccolta e vivono esclusivamente grazie alla foresta. Questo stile di vita verrà compromesso se l’incendio non sarà controllato immediatamente. Testimoniamo il dolore di un popolo, la fame che tormenta queste comunità, il fallimento dello Stato Brasiliano nel formulare una politica di protezione territoriale, la mancanza di controllo dei focolai nelle terre indigene, anche dopo che metà della terra indigena Araribóia (sempre nel Maranhão) è stata bruciata a causa del ritardo dell’intervento dello Stato Brasiliano.

09/12/2015

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