Frases

Gabriel!

di Edith Moniz

Quando leggerai queste mie parole, il tempo, molto tempo, avrà lasciato i suoi segni, e forse non sarò più lì con te. Scrivo da un passato distante, dal tuo passato, dal nostro passato, dal cammino che la vita ci ha portato a seguire. Mentre parlo del passato penso al futuro: non al mio, che è già alle spalle, ma è al tuo futuro che sto pensando. Alla persona che sei diventato. Provo a immaginarti… Ma già saprai che la vita non ammette immaginazione alcuna, la vita è. Il passato se ne è andato e il futuro non è arrivato ancora: la vita è. Un antico proverbio latino dice: Carpe Diem, cogli il giorno, approfittane. A volte trasformano queste parole in un scusa per qualunque tipo di atto incosciente. Ma la sua rilevanza è più profonda: significa che il presente, il momento esatto che si sta vivendo, è importantissimo e fondamentale. E non solamente per noi, ma per tutti quelli che ci accompagnano in questa camminata che è la vita.

Gabriel! Come è bello scrivere il tuo nome. Gabriel: nome di angelo. E gli angeli non sono in cielo, essi sono proprio qui al nostro fianco. Angelo può esserlo ciascuno di noi. Angelo è ciascuno di noi per la persona che gli sta accanto. Hai visto, mio caro, tua nonna pensa sempre al plurale: noi. Perché nessuno vive da solo. Da solo nessuno è. Veniamo da lontano, e tu, come me, “noi”, siamo figli di persone antiche. Veniamo da un passato di fatica e sofferenza, e ora, con la nostra vita e le nostre capacità, rendiamo omaggio a chi ci ha anticipato e a chi ci ha preparato la strada. Io, tua nonna, penso a mia madre e mio padre, tu a tuo padre e tua madre. Facciamo parte di una catena della quale ognuno e un anello fondamentale, essenziale.

Ti sto guardando. Così piccolo che stai in un palmo di mano. Sto pensando a te: già uomo, adulto e, Dio lo voglia, felice come tuo padre adesso, tenendo tuo figlio in braccio.

La vita mi ha regalato il tuo arrivo: una delle tante gioie che hanno edificato la mia esistenza. La vita mi ha dato tanto, Gabriel,  tutto quello che si può desiderare, la vita mi ha dato figli e amici, la vita mi ha dato amore e felicità. Ho fatto del mio meglio per retribuire tutto quello che mi è stato regalato. Ho scelto di vivere sorridendo e sorridendo voglio vivere questi ultimi anni che Dio mi metterà davanti.

Gabriel, piccolo mio… grazie di tutto quello che mi hai dato, e che mi darai.

Con amore, tua nonna

Edith

Foto di Giulio Di Meo

Foto di Giulio Di Meo

Gabriel!

Quando lerás estas linhas, o tempo, muito tempo, terá deixado as suas marcas e talvez eu não esteja mais ali contigo. Escrevo de um passado distante, do seu passado, do nosso passado, do caminho que a vida nos levou a percorrer. E enquanto falo do passado penso no futuro: não no meu, que já está atrás de mim, mas é no teu futuro que estou pensando. Na pessoa que te tornastes. Tento imaginar… Mas já saberás que a vida não admite imaginação, a vida é. O passado já se foi e o futuro ainda não chegou: a vida é. Um antigo ditado latim diz: Carpe Diem, aproveite o dia. Às vezes transformam estas palavras em uma justificativa para qualquer tipo de ato inconsequente. Mas o seu sentido é mais profundo: significa que o presente, o momento exato que está se vivendo é importantíssimo e fundamental. E não somente para nós, mas para aqueles que nos acompanham nesta caminhada que é a vida. Gabriel! Como é lindo escrever o teu nome.

Gabriel: nome de anjo. E os anjos não estão no céu, eles estão bem aqui ao nosso lado. Anjo pode ser cada um de nós. Anjo é cada um de nós para a pessoa próxima. Viu meu querido, a tua avó pensa sempre no plural: nós. Porque sozinho ninguém vive, sozinho ninguém é. Viemos de longe, e tu, como eu, “nós”, somo filhos de pessoas antigas. Viemos de um passado de fadiga e sofrimento, e agora, com a nossa vida e as nossas capacidades, estamos reverenciando quem nos antecipou e quem nos preparou o caminho. Eu, tua avó, penso na minha mãe e no meu pai, tu no teu pai e na tua mãe. Fazemos parte de uma corrente da qual cada um é um elo fundamental, essencial.

Estou olhado para ti. Tão pequeno que cabes na palma da mão. Estou pensando em ti: homem feito e, Deus queira feliz como teu pai agora, segurando o teu filho nos braços.

A vida me presenteou com a tua chegada: uma das tantas alegrias que formaram a minha existência. A vida me deu tanto, Gabriel, tudo o que se pode desejar, a vida me deu filhos e amigos, a vida me deu amor e felicidade. Fiz o meu melhor para retribuir tudo o que de graça me foi dado. Escolhi viver sorrindo e sorrindo quero viver estes últimos anos que Deus me puser na frente.

Gabriel querido…, obrigada por tudo aquilo que me destes, e que me darás.

Com amor, tua avó.

Edith

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