Frases

Le strade della libertà

di Edith Moniz e Paolo D’Aprile

Prima riunione dell’anno: Consiglio Municipale di Pubblica Sicurezza. Con la dovuta pompa, le autorità presenti divulgano la diminuzione dell’indice di omicidi in città. Che beffa, ragazzi, proprio oggi sul giornale si dice che il governo adultera i dati, e il criterio utilizzato per quantificare i delitti non è quello riconosciuto dall’ONU. Nel senso che se in una delitto vengono uccise cinque persone, i cinque morti si contano come fosse uno solo: una unica azione, un solo delitto, cinque morti uguale a uno. Pernacchione al Consiglio. Alla fine prende la parola il re dei bottegai. Ce l’ha coi mendicanti, con gli uomini di strada, os vagabundos, che dormono per terra e insozzano le strade. Si parla di milizia privata, di ronde, di controlli. Anno Domini MMXVI e gli stessi discorsi di sempre. Pernacchia a tutti. Esco, me ne vado.

Foto di Paolo D'Aprile

Foto di Paolo D’Aprile

Incontro il mio amico, come sempre giuggiolone e entusiasta comincia a raccontare le sue storie di sempre, dice che la frenata brusca lo ha spaventato un po’. Ma soprattutto non gli sono piaciute le armi in pugno. I due seduti per terra si sono alzi in fretta e senza che glielo ripetessero, erano già faccia al muro e mani alzate. Il mio amico no. Lui faccia al muro non si mette. Non è un vagabundo. I due signori faccia-al-muro sì che lo erano, vagabundos. Per prima cosa lo si vede, appunto, dalla faccia, poi da come sono vestiti e poi perché erano seduti per terra proprio sul marciapiede dove passava il mio amico. Nessun dubbio quindi: vagabundos. Gli uomini armati: “Lo hanno importunato, senhor cidadão?” signor cittadino: Signor cittadino! Il mio amico si stupisce della differenza di trattamento. I due poveracci insultati, lui invece chiamato senhor. Io no, non mi stupisco affatto. Lo si vede da lontano che il mio amico non è un vagabundo, ma un signore, un lavoratore, una brava persona. Quei due là io se li incontro per la strada cambio marciapiede. Il mio amico ha gli occhiali e fa la barba tutti i giorni meno la domenica. Il mio amico lavora, ha una casa e soprattutto per terra sul marciapiede non si è mai seduto in vita sua e non si siederebbe mai. I due faccia al muro per la verità sono stati trattati in modo decente, né uccisi né picchiati, gli è andata bene. Gli uomini armati hanno chiesto loro i documenti, li hanno perquisiti e poi hanno ordinato di sparire, di andare via e che se vi troviamo di nuovo a bivaccare, guai a voi. Quanta gentilezza, quanta simpatia. Forse perché il mio amico non se ne andava da lì. Forse perché il mio amico avrebbe potuto filmare col suo nuovo telefonino tutta la scena e schiaffarla su iutub, chissà, non lo sapremo mai cosa frullava in testa ai due poliziotti. Magari avevano visto il senhor cidadão solo e vulnerabile in quel postaccio e davvero volevano aiutarlo, proteggerlo. Era la scorciatoia per la metropolitana. Invece di fare il giro lungo, pioveva, era tardi, il mio amico decide di passare proprio di lì, in quel marciapiede sconnesso sotto il cavalcavia della via espressa. Tutti sanno che chi passa di lì se la va a cercare. Però alla fine riesce ad arrivare in tempo. I ragazzi sono in smania di entrare al museo.

Opera di Piet Mondrian

Opera di Piet Mondrian

Davanti ai quadri nessuna perplessità. Mondrian è un vecchio amico che usa i colori vivi come a noi piace. Il rosso è rosso, il blu è blu il giallo, giallo e non c’è niente da capire. Mondrian è così: tà tà. una riga qua, una là, una su una giù, una sopra una sotto. Per questo ci piace. Il mio amico pensa alle affermazioni sarcastiche di uno dei suoi clienti milionari: “L’esposizione di Mondrian… L’arte moderna… non si capisce niente e poi anche mio nipote di cinque anni è capace di dipingere in quel modo, non ci vuole niente a fare due righe sono capaci tutti. Venti milioni di euro per un dipinto così?” I ragazzi guardano tutto, si avvicinano ai quadri come se ne esaminassero l’essenza. Il mio amico pensa se al posto loro ci fosse una classe di liceo italiota: ragazzotti chini sui loro telefoni con le cuffie nelle orecchie a bombardarsi decibel di imbecillità sonora. Altro che Mondrian. Il mio amico pensa alle osservazioni del milionario ciccione semi alfabetizzato che ha la casa tappezzata di fotografie di arrosti con patate. Al ciccione piace mangiare, e oltre che mangiarli, i suoi piatti prediletti li vuole contemplare. E vai coi poster di tagliatelle al ragù, cotechini e pentoloni di sugo. Altro che arte moderna, Mondrian che tira due linee e vale venti milioni di euro! Il mio amico osserva i ragazzi, la loro difficoltà di camminare, le deformità articolari, i segni palesi di ritardo dello sviluppo fisico e mentale, la voce di chi a stento riesce a parlare ma che si esprime benissimo con il corpo, con gli spasmi dalla paralisi spastica. Il mio amico nota la loro felicità di essere lì, in un museo, ascolta i commenti frutto di riflessioni e di emozioni sensoriali. Il pittore non è obbligato a disegnare un albero come realmente è, il pittore può disegnarlo come vuole, come sente che un albero è, come potrebbe essere, oppure come gli piacerebbe che un albero sia: anch’io faccio così, una linea è il tronco, l’altra il ramo, ecco, per me due linee bastano, due linee sono un albero. Il pittore ha scelto di mettere il blu vicino al rosso perché sono colori che uno chiama l’altro. Queste righe possono sembrare le sbarre di una prigione, invece per me sono le strade della libertà. Il mio amico pensa all’ignoranza del suo cliente milionario e ciccione, pensa ai ragazzi di un liceo qualsiasi, e a questi che ha davanti, chiamati “disabili”, con “ritardo mentale”, “portatori di necessità speciali” ecc. Il mio amico pensa alla riunione del Consiglio. Il mio amico pensa agli uomini in divisa armati che lo proteggevano dai due poveracci che dormivano sul marciapiede del cavalcavia, prigionieri della loro miseria e della violenza e che se morissero in due ne sarebbe contato uno solo. Esce dal museo emozionato più dei ragazzi, alza gli occhi verso i grattacieli ne osserva le linee verticali, quelle orizzontali, qua un riflesso blu, là un riflesso rosso sui cristalli delle finestre. Anch’io alzo gli occhi: il groviglio di ponti e cavalcavia, i palazzi verticali, le finestre orizzontali, la città in un grande quadro, scompare il cliente ciccione del mio amico, scompaiono gli uomini armati, svaniscono nel nulla le panzane del Consiglio Municipale, in un sogno arrivano tutti i vagabondi, gli uomini di strada, arrivano i ragazzi del museo, le gambe storte, la paralisi, la seggiola a rotelle a correre, cantare e volare per le strade della libertà.

Per saperne di più

http://www.revistaforum.com.br/2016/02/26/governo-alckmin-divulga-taxa-de-homicidios-fora-do-padrao-mundial/

http://www.novidadenew.com/homicidios-em-sp-gestao-alckmin-calcula-violencia-fora-do-padrao-mundial/

http://www1.folha.uol.com.br/cotidiano/2015/11/1703796-manobra-da-gestao-alckmin-diminui-numero-de-homicidios-em-sp.shtml

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