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Omaggio a Berta Cáceres

di Carlos Aznárez – traduzione di Martina Giordani

Proprio in questo giorno così emblematico, quale migliore omaggio, compagna Berta, se non prometterti che tutti i semi che hai seminato per la tua amata terra onduregna dovranno germinare con le tue idee migliori, che dovranno essere modello di riferimento per le nuove generazioni di contadine. Loro saranno coloro che dovranno riscattare il tuo spirito di donna appassionata e coraggiosa.

Abbiamo avuto modo di conoscerti, già diversi anni fa, nella terra boliviana di Vallegrande, dove un altro latinoamericano come te è caduto in combattimento per le stesse ragioni alle quali hai dedicato gran parte della tua vita. Poi abbiamo percepito i tuoi passi insieme a quelli di molte donne che, nei giorni difficili ma chiassosi dello scontro con la polizia e i militari golpisti, mostravano al mondo che “non abbiamo paura”, frase epica che è diventata un inno di battaglia,  tra le grida di rabbia, i proiettili di piombo, il prato in fiamme e tutto il coraggio di un popolo che stava di nuovo in piedi.

Ti abbiamo riabbracciata in Venezuela, palpitando con la miriade di rose rosse, e poi in Argentina, in incontri emozionanti durante i quali ci hai illuminati con la tua visione sulle difficoltà che stava attraversando la Resistenza onduregna, di cui sei stata la principale referente insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne del COPINH. Sapevi meglio di chiunque altro che le elezioni, così come erano state impostate, erano la trappola di una dittatura brutale che ha decimato il tuo popolo in tutti questi anni. “Continuerò con la mia gente, fedele a questi uomini e queste donne che sono disposti a farsi torcere il braccio”, ci hai detto maledicendo gli “accordi internazionali” che permettevano ai dittatori di tornare a guadagnare forza dopo essere stati messi alle strette. è stato proprio in questo ultimo appuntamento, poco prima di dare la tua testimonianza ad un pubblico  avido di ascoltarti e imparare dal tuo esempio, che ti abbiamo detto: “attenzione sorella, che abbiamo bisogno di te”, scoprendo nei tuoi occhi che il tuo sentiero di leader era già stato tracciato.

Foto: Facundo Andicoechea (Resumen Latinoamericano)

Foto: Facundo Andicoechea (Resumen Latinoamericano)

Ora che ci siamo morsi le labbra dall’impotenza e che abbiamo insultato chi ti ha assassinata  vilmente, vogliamo ricordarti come sei sempre stata: generosa militante della vita, amante dei fiumi, degli alberi e della madre terra, acerrima nemica di coloro che cercano di danneggiarli, contaminando con i loro veleni imperiali il suolo che tanto hai calpestato, a piedi nudi, “per poter sentir battere l’umidità del suo cuore e delle sue viscere”.

Femminista dichiarata, non dalla comodità degli uffici governativi ma per le strade, fianco a fianco con le tue sorelle lenca più giovani e anche con le più anziane, quelle che traboccavano saggezza dai pori. Anticapitalista coerente, che le transnazionali più distruttive hanno imparato a temere perché non hai mai arretrato quando eri convinta che la tua causa e quella del tuo amato COPINH era in pericolo. Non ti bastavano le ore di un giorno quando si trattava di mobilitarti per coloro che erano maltrattati, colpiti, sfrattati. A volte con le eroiche contadine di Bajo Aguan, altre di fronte ai palazzi dei potenti nelle aree urbane. La tua protesta si sentiva in tutto il continente: “non continuate a distruggere le nostre foreste e ad avvelenare l’acqua”.

Questo 8 marzo marcerai con tutte e tutti. In Tegucigalpa, Buenos Aires, Chiapas o Caracas. Nelle strade strette della Cisgiordania e di Gaza o a Diyarbakir, il tuo nome e il tuo sorriso saranno nelle bandiere e negli striscioni che porteremo, le tue parole saranno evocate negli slogan e nei discorsi di chi come te non ha bisogno di istituzionalizzare la memoria per evocare, questo e tutti i giorni dell’anno, le donne combattenti. Così sarà compagna Berta, non parleremo di morte ma della vita con dignità e giustizia, come le promesse fondamentali che ti sei sempre caricata nelle tue bisacce contadine. Sarà il modo migliore per mostrare ai sicari che ti hanno uccisa in quella fatidica notte che non sono riusciti a rompere il tuo cuore, né a lasciarci senza la tua eredità, compagna Berta Cáceres.

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