Frases

Não vai ter golpe – Prima parte

di Paolo D’Aprile

Vazamento, significa perdita. Nel senso di perdita d’acqua. Quando un tubo si spacca e l’acqua del bagno del vicino di sopra ti inonda l’appartamento. Vazamento significa perdita. Quando la bottiglia di plastica del latte ha un buchino microscopico ma capace di farti perdere la mattina ad asciugare il frigorifero.

Vazamento significa perdita: il bicchiere di plastica forato alla fiera paesana e la birra e insozzarti i pantaloni, il cono del cornetto sbriciolato e la coccolata a divertirsi sulla mano, la macchia d’olio sul pavimento del garage a dirti che bisogna portare la macchina dal meccanico, il giudice che informa la stampa sulle indagini in corso.

Il giudice che informa illegalmente i giornali sulle indagini in corso. Il giudice che informa illegalmente i mezzi di comunicazioni affinché siano presenti e accompagnino tutta l’azione della polizia federale alla sei del mattino durante l’invasione della residenza di un ex presidente della repubblica per condurlo di forma coercitiva a deporre.

Vazamento significa divulgare alla stampa la telefonata dell’ex presidente con il suo avvocato. Vazamento significa divulgare alla stampa la registrazione della telefonata tra l’ex presidente e la presidente della repubblica in carica.

Vazamento, sostantivo maschile singolare. Il plurale è facile, basta aggiungere una esse alla fine, come “saludos amigos”. Il verbo è vazar: io vazo, tu vazas, lui vaza noi vazamos, voi vazais, e loro vazam.

Domenica 13 marzo 2016. Manifestazione verde-amarelo, patrocinata dalla confindustria, contro Dilma e Lula.

Domenica 13 marzo 2016. Manifestazione verde-amarelo, patrocinata dalla confindustria, contro Dilma e Lula.

Cominciamo dalla fine. La presidente Dilma vuole nominare Lula ministro. Solo la sua esperienza può riuscire ad agglutinare le forze per far uscire il paese dalla crisi, dice. Immediatamente, il giudice responsabile delle indagini vaza le telefonate di Lula. Alcune di esse raccolte in modo legittimo altre no. Come quelle con il suo avvocato. O quella con la stessa presidente della repubblica. Cosa??? Il giudice ha registrato illegalmente la telefonata della Presidente della Repubblica (maiuscolo)??? Sì. E nella nota alla stampa ha detto pure che il vazamento e la sua divulgazione erano di interesse pubblico. Cosa si dicono i due? Niente di speciale: Lula, ti mando il documento da firmare in caso di necessità. Va bene, grazie”. Il documento in questione è la nomina a ministro. Apriti cielo. Il giudice e milioni di persone come lui interpretano questa frase come se “in caso di necessità” significasse “se vengono ad arrestarti, tu glielo fai vedere e nessuno ti può portar via, perché solamente la Corte Suprema ti può processare”.

Invece la presidente stava pensando all’impossibilità di Lula di essere presente a Brasilia per l’insediamento a causa della moglie malata. Tutto qui. Il problema vero è un altro. Spiare le telefonate del presidente della repubblica! La piazza insorge. No, fermi tutti… Cosa avete pensato? Non insorge a favore di Lula, della presidente, e della legalità, del rispetto delle regole democratiche. La piazza insorge a favore del giudice. Che si toglie la toga e fa comizi come un capo popolo di quartiere sulla porta del palazzo di giustizia. Qualche giorno prima, lo stesso giudice si vede osannato da due milioni di persone a São Paulo, e sette milioni in tutto il Brasile, che manifestano al grido di Fuori Dilma e Lula in galera. Le più grandi manifestazioni di massa della storia nazionale.

La prova generale avviene alle sei del mattina del giorno quattro di marzo. Mi trovo al bar (alle sei del mattino?) (sì, a volte esco anche prima!). La gente attonita guarda la TV. Una ventina di uomini della Polizia Federale armati fino ai denti entrano a casa di Lula, lo fanno salire su una macchina e partono a tutta velocità. L’immagine e il titolo della notizia non lasciano dubbi: Lula arrestato. Hanno arrestato Lula????  Sì, hanno arrestato Lula! Poco dopo la smentita. No, non lo hanno arrestato, si tratta di una conduzione forzata per deporre davanti al giudice. Lula non è accusato di niente. Ma solamente indagato. E ha già risposto alle indagini in tre precedenti occasioni recandosi con le sue gambe fino alla sede della Polizia Federale, senza bisogno che nessuno lo andasse a catturare.

Venerdì 18 marzo 2016. Manifestazione vermelha "Não vai ter golpe " a favore di Dilma e Lula.

Venerdì 18 marzo 2016.
Manifestazione vermelha “Não vai ter golpe ” a favore di Dilma e Lula.

Il caso si trascina da due anni. Riassumendo un poche parole: i direttori della Petrobras, (l’agenzia del petrolio) (nominati da Lula e Dilma) venivano pagati fior di mazzette dalle imprese interessate ai grandi lavori e che a loro volta distribuivano i guadagni a politici e ministri. Roba da miliardi di dollari. Dicono che sia il più grande scandalo della storia dell’umanità. Si scopre che Lula frequenta regolarmente una casa di campagna intestata a un imprenditore in galera, ma che praticamente è di suo uso esclusivo, di Lula. Una casa di campagna con un laghetto e due pedalò di cui esiste la ricevuta fiscale a nome della moglie. Due pedalò. Lo scandalo di mazzette di miliardi di dollari si riduce così, a due pedalò. E a un attico al mare. Che, secondo l’accusa, Lula ci ha comprato il forno a microonde da cinquemila reais e ha fatto costruire un ascensore privato. Un attico ancora in costruzione e quindi, al contrario della casa di campagna, mai frequentato, intestato a una cooperativa del partito.. Né uno né l’altra risultano nella dichiarazione dei redditi. Certamente, dice Lula, non sono miei.

Alle sei del mattino vedo Lula venire portato via da uomini armati. Arrivano all’aeroporto. Aeroporto? Ecco il mistero. Perché lì e non alla sede della Polizia Federale? La scusa non regge: è troppo lontana è c’è molto traffico. No. Vanno all’aeroporto perché l’intenzione era quella di arrestarlo davvero e portarlo a Curitiba, la sede delle indagini. Poi invece i responsabili militari dell’aeronautica si sono opposti. Mancava un mandato ufficiale: da qui non si muove. Ecco allora che l’aeroporto viene trasformato in sala di interrogatorio. Improvvisamente arriva gente da tutte le parti, quelli a favore di Lula sono quattro gatti, la folla inferocita se potesse lo lincerebbe sul posto: Ladro, ladro. Dopo tre ore viene liberato e torna a casa sua. Ecco fatta la prova generale per il suo arresto prossimo venturo. Sì perché ieri sera la Corte Suprema annulla la sua nomina a ministro e Lula torna ad essere un comune cittadino. Mi correggo, non la Corte Suprema, ma un giudice della Corte per cui la decisione definitiva dovrà essere presa dal plenario del tribunale il giorno 30 marzo prossimo venturo. Il respiro di sollievo di Lula è durato lo spazio di poche ore. Ore sufficienti per una grande manifestazione nazionale a favore della legalità e contro il golpe patrocinato dalla grande stampa, dalla Confindustria e da una parte della magistratura.

Fine Prima parte

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