Frases

Não vai ter golpe – Seconda parte

di Paolo D’Aprile

LIDE. Liderança Empresarial.

Non lo traduco. Una conferenza al LIDE. Non c’è niente di male. Se sei bravo il LIDE ti chiama e tu ti guadagni pure un po’ di soldini. Devi spiegare come funziona il tuo lavoro e i motivi del tuo successo. Poi alla fine fai la foto con il fondatore, direttore e patrocinatore del LIDE. Chettefrega se è candidato alle prossime elezioni per il partito di opposizione a Lula. Chettefrega, tu non centri niente con lui, tu sei un magistrato, tu sei un giudice che fai una conferenza e nella quale spieghi il successo del tuo lavoro: Usare lo strumento della prigione preventiva per ricattare ed extorquir (estorquir… estorcere) le confessioni e le delazioni che ti interessano. Successivamente vazar le informazioni così ottenute, e ancora sotto il segreto di giustizia, in modo tale da mantenere vivo l’interesse della popolazione e per mandare i dovuti messaggi a chi di dovere.

Il giudice Sergio Moro (Foto: LIDE/DIVULGAÇÃO)

Il giudice Sergio Moro (Foto: LIDE/DIVULGAÇÃO)

Il magistrato dice: l’appoggio della popolazione è fondamentale, come lo fu Italia durante l’operazione Mani Pulite. Il magistrato non sa, o finge di non sapere, che la differenza tra Mani Pulite e la nostra inchiesta “Lava Jato” (il getto d’acqua per le automobili) -che ha messo in galera decine di corrotti e i capi partito più influenti- è enorme. A cominciare dalla solidità istituzionale e dal pluralismo dei mezzi di informazione. Amici Italioti: i vostri giornali all’epoca di Mani Pulite andavano dall’Osservatore Romano al Manifesto, dal Corriere della Sera a La Repubblica, dall’Unità al Messaggero, da La Stampa al Resto del Carlino e compagni bella.. Abbracciando così una vasta pluralità di opinioni. Invece la nostra stampa si riduce a…, lasciamo perdere. Soprattutto perché la pluralità di opinioni non esiste proprio. La dittatura del pensiero unico promulgato dall’onnipresente Rede Globo: solo chi vive qui può comprenderne la potenza, Altro che il Berlusca. Ricordiamoci che siamo una paese con venti milioni di analfabeti totali ed altrettanti funzionali. Ricordiamoci che metà dei brasiliani non hanno né fogne, né acqua, né elettricità, né scuola, né un cazzo di niente. Capito? Per cui quando parlo di impero mediatico, dimenticate i vostri parametri milanesi e fate mente locale nel sud del mondo, un po’ più in là del vostro ombelico, e zitti.

Il magistrato di cui parlo, è proprio lui, il giudice Sergio Moro. Responsabile delle indagini che fanno tremare la repubblica, il giorno della manifestazioni-mostro che hanno visto milioni di persone in strada osannandolo e acclamandolo come virtuale presidente della nuova repubblica, eccolo emettere l’ennesimo comunicato stampa: “Ringrazio vivamente per l’appoggio e l’incentivo che ricevo dalla popolazione e ribadisco che altrimenti sarebbe impossibile continuare le indagini. Senza la voce della piazza mi sentirei abbandonato”.

Dilma Rouseff, Presidente della Repubblica, eletta con 54 milioni di voti, ha avuto la sua telefonata registrata illegalmente e divulgata da quel giudice, dichiara: “chi spia il presidente della repubblica dovrebbe essere arrestato”. Ecco a chi è in mano l’inchiesta. A un giudice senza alcuno scrupolo e che calpesta ogni norma legale. Così dicevano i giuristi di mezzo Brasile riuniti nell’ assemblea aperta a tutti e strapiena di giovani e studenti, che convocava la manifestazione in favore della legalità e contro il golpe, avvenuta venerdì 18 marzo.

Manifestazione "Não vai ter golpe" - Foto di Paolo D'Aprile

Manifestazione “Não vai ter golpe” – Foto di Paolo D’Aprile

Golpe. Antefatto: Qualche anno fa la grande scoperta: un giacimento di petrolio in mezzo al mare così vasto da poter trasformare il Brasile nel più grande produttore del mondo. La Petrobras, impresa statale, ha il monopolio. Gli invstimenti enormi attirano l’attenzione (oltre che delle imprese e dei politici corrotti che Sergio Moro ha messo in galera, viva lui) del SIM. Ve lo ricordate il SIM? il fantomatico Sistema Imperialista delle Multinazionali. Quando ero ragazzo era tutta colpa sua. C’era la guerra in El  Salvador? colpa del SIM. La repressione in Argentina, colpa del SIM? La bomba alla stazione di Bologna? Colpa del SIM. Un quattro in matematica? Colpa del SIM.

Ma il SIM esiste davvero, ascoltate: indebolita dagli scandali del suo governo, dalla crisi economica in cui è piombato il paese, dai nove milioni di disoccupati, da una inflazione all’undici per cento e da una popolarità sempre più bassa, la Presidente Dilma in una riunione notturna, autorizza la vendita dei diritti di estrazione e della lavorazione del petrolio alle imprese multinazionali americane. Ossia, il Brasile non è più padrone del suo petrolio. Naturalmente il decreto dovrà essere approvato dal parlamento, ma il primo passo è stato dato. Il SIM esiste davvero, qui ce lo abbiamo in casa. Avevo ragione io. Altro che un quattro in matematica. Le imprese petrolifere americane ringraziano pubblicamente José Serra, dichiarandolo “nostro amico da sempre” come ideatore e artefice della vendita. José Serra eterno candidato a presidente. Indovinate qual’è il partito di cui è massimo dirigente? Lo stesso partito a cui appartiene il fondatore del LIDE, l’associazione di imprenditori dove il giudice Sergio Moro fa le sue conferenze e dice quello che dice. Le malelingue affermano che alla base delle indagini di Sergio Moro c’è la decisione presa altrove di distruggere la Petrobras. Che poi i corrotti del PT gli abbiano dato una mano è solo un mero dettaglio… la scusa che mancava per infierire il colpo, apparentemente giusto: mettere i corrotti in galera.

Manifestazione "Não vai ter golpe" - Foto di Paolo D'Aprile

Manifestazione “Não vai ter golpe” – Foto di Paolo D’Aprile

La manifestazione-mostro, contro il governo e contro Lula è stata organizzata dalla Confindustria. No, non sono i movimenti spontanei, che mobilizzano la popolazione, ma una potentissima organizzazione che approfitta del malcontento generalizzato e stimola un vero e prorpio odio di classe che sfocia nel confronto violento: la sede del sindacato è stata attaccata, devastata e incendiata. La sede del PT (il partito di Lula e Dilma) attaccata e incendiata. La sede dell’Unione degli Studenti, attaccata e incendiata. Ieri sera alla fine del comizio di Lula (cento, duecento trecentomila persone?) qui all’Avenida Paulista, dagli altoparlanti avvisavano testualmente: “camminate in gruppo, non accettate le provocazioni, nelle strade adiacenti gruppi di picchiatori attaccano a tradimento”. Linciaggi in pieno giorno, davanti ai miei occhi, contro chi secondo loro, aveva la faccia da “petista” (simpatizzate del PT). Gente malmenata, ragazze sanguinati, polizia immobile mentre infuria il massacro. Non fate quella faccia. Io c’ero, io l’ho visto. La volontà di tutti era che Dilma desse le dimissioni durante il telegiornale. Mentre i due conduttori leggevano la trascrizione delle conversazioni tra Lula e il suo avvocato, tra Lula e la Presidente, tra Lula e i suoi compagni di partito. Conversazioni assolutamente private. In cui Lula si sfogava e esprimeva le sue opinioni sul parlamento e sui giudici della Corte Suprema. I giornalisti leggevano interpretando con espressioni facciali e il tono della voce quello che per loro (e per il resto del paese dominato dalla dittatura del pensiero unico) erano i violenti attacchi “tipici delle menti arroganti che non riescono a nascondere, in virtù della loro scarsa e irresponsabile intelligenza, il timore dell’autorità della legge”. Le parole appena citate sono di Celso de Mello, giudice della stessa Corte Suprema definita da Lula -in riservatissima conversazione con l’avvocato e divulgata ampiamente da ogni giornale-“covarde”, vigliacca. Intanto ieri è stato aperto il processo di Impeachment della presidente. I motivi li abbiamo spiegati in un precedente articolo. E qui mi fermo.

Sono stato abbastanza chiaro? avete capito perché c’è un colpo di stato alle porte? perché picchiano la gente per strada? perché abbiamo paure di esprimere le nostre opinioni? Avete capito a che punto siamo arrivati?

Il sottoscritto sempre molto critico in realzione a Lula e al suo governo, ieri sera applaudivo in lui la popolazione che storicamente ha rappresentato, la gente con cui ho lavorato gran parte della mia vita, i movimenti sociali, i diseredati delle favelas, i contadini senza terra. C’erano tutti in piazza, c’erano davvero tutti. Mi trovavo vicino a un anziano signore, barba bianca, maglietta rossa. Alla fine ci salutiamo con un abbraccio: No pasarán, mi dice, No pasarán. Gli rispondo con la frase simbolo scandita in coro mille volte: Não Vai Ter Golpe: non ci sarà il golpe, non lo permetteremo.

Manifestazione "Não vai ter golpe" - Rio Grande do Norte

Manifestazione “Não vai ter golpe” – Rio Grande do Norte

Appendice
Questo video è un montaggio di immagini dei nostri telegiornali della Rede Globo. Vengono nominati, nell’ordine di apparizione, José Serra (amico del SIM…); Samarco (l’impresa responsabile del più grande disastro ambientale della nostra storia); Renan Calheiros (presidente del Senato, indagato per corruzione e traffico di influenze); Samrarco, Vale e Php (le imprese che gestivano la diga del disastro ambientale); Aecio Neves (candidato presidenziale sconfitto da Dilma Roussef, del partito di José Serra a cui appartiene anche il fondatore del LIDE, liderança empresarial -organizzazione che piace tanto al giudice Moro – accusato di corruzione dagli stessi direttori della Petrobras arressati, appunto, da Moro). Fernando Henrque Cardoso, ex presidente della repubblica antecessore di Lula. Eduardo Cunha (presidente della camera, sotto inchiesta formale per corruzione e che, in qualità di presidente della camera, dirige il processo di Impeachment contro Dilma). È un video molto interessante. Rappresenta esattamente la proporzione di come ogni argomento è trattato e considerato.

 

Il disastro ambientale Nella regione di Mariana (Mg).

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