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Solidarietà a Lula

IMG-20160401-WA007di Leonardo Boff 

Lula, che ci piaccia o no, è diventato un’icona di un politico che ha pensato ai poveri del mondo, prima di tutto in Brasile e poi in Africa. All’interno della macroeconomia capitalista imposta a tutto il mondo, è riuscito ad aprire spazi che hanno permesso l’inclusione di molti nella cittadinanza, togliendoli da ciò che Gandhi chiamava “la forma più umiliante e assassina che c’è, la fame”. Ha inaugurato anche politiche sociali che hanno restituito la dignità agli umiliati. Questo dato di puro umanitarismo gli è valso il riconoscimento internazionale.

Questo elenco di notabili di tutto il mondo riconosce ciò e, allo stesso tempo, l’estraneità e perfino l’indignazione di gruppi che vengono dal vecchio ordine, figli della Casa Grande e dei suoi alleati, che non mirano a discutere politicamente progetti, idee e visioni generose del mondo ma a distruggere la leadership di Lula e a distruggerlo come persona, nel tentativo di tornare al potere centrale, al quale non è mai stato a cuore il destino di milioni di cittadini relegati alla marginalità, alla povertà e alla morte prematura. Sono nemici della vita, della giustizia e del popolo.

Ma la storia non tollera sempre una società caratterizzata dall’insensibilità, dalla mancanza di umanità e di cuore. Possiede invece, come pensavano i filosofi greci, il suo “logos” interno, il senso sacro delle cose che prima o poi finirà per imposi e condannare coloro che la negano. è ciò che ci aspettiamo e che siamo sicuri che la storia ci ridarà. Lula appartiene a questo lato luminoso della realtà, riconosciuto da notabili del mondo che sottoscrivono questa lettera di appoggio.

Lettera aperta in solidarietà a Luiz Inácio Lula da Silva

Noi firmatari manifestiamo la nostra piena solidarietà all’ex presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva, che è sottoposto ad un vero massacro contro la reputazione sua e della sua famiglia; i sui diritti sono calpestati da parte di settori del Sistema Giudiziario brasiliano.

Questa caccia è culminata venerdì 4 marzo 2016 con l’arresto politico e mediatico, con accompagnamento coatto per deporre, di una persona che mai si sottrasse nel rispondere alla Giustizia e che non era stata previamente convocata né intimata.

L’arbitrio è stato addirittura criticato da un componente della Suprema Corte Brasiliana, il Ministro Marco Aurélio Mello, da giuristi brasiliani di fama internazionale, come Fábio Konder Comparato e Celso Bandeira de Melo, da José Gregori, dall’ex ministro della Giustizia del Governo Fernando Henrique Cardoso e da Giudici membri dell’Associazione di Giudici per la Democrazia del Brasile, che in Nota Ufficiale hanno affermato: “Non si combatte la corruzione corrompendo la Costituzione”.

Tutta l’operazione ha beneficiato dell’accompagnamento privilegiato da parte dei mass media conservatori, informati con antecedenza della tempistica della cattura del principale leader popolare brasiliano.

Uno dei più diffusi quotidiani del paese, Folha de São Paulo, ha esplicitamente informato di essere giunto all’edificio in cui risiede l’ex presidente alle ore 5.15 del mattino di venerdì. La Polizia Federale è giunta sul luogo alle ore 5.40.

Luiz Inácio Lula da Silva è uno dei più significativi leader mondiali e durante la sua amministrazione ha contribuito a porre una pietra miliare contro la fame e la miseria, dalle quali 40 milioni di brasiliani sono stati liberati durante i suoi due mandati consecutivi. I programmi sociali che hanno consentito questo risultato sono stati citati a esempio dall’Onu e dalla Fao e adottati in diversi paesi.

L’accerchiamento attorno all’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva si integra in un movimento più generale osservabile in questo momento in tutta l’America Latina. Il lungo procrastinarsi della crisi mondiale ha inasprito la disputa per il profitto in economie colpite duramente dalla contrazione del commercio estero.

Il leader brasiliano disturba in quanto simbolo di un’agenda oggi contestata dalle élite mondiali come non funzionale agli interessi dei mercati: lo sviluppo, associato all’universalizzazione dei diritti sociali e alla democratizzazione dei processi decisionali di Stato.

Referenze storiche come Lula sono un patrimonio inestimabile dell’umanità.

Chiediamo alle autorità brasiliane un impegno maggiore per fare cessare la persecuzione che colpisce al momento l’ex presidente insieme alla sua famiglia e ai suoi collaboratori e per porre fine alle violazioni dei diritti che lo colpiscono.

Seguono le firme:

Alba Carosio (Universidade Central da Venezuela)

Angel Quintero Rivera (Universidad de Puerto Rico)

Aníbal Quijano (Sociólogo, Peru)

Arturo Escobar (Universidade da Carolina do Norte, EUA)

Atilio Borón (sociólogo argentino)

Baltazar Garzón (Juiz aposentado, Espanha)

Boaventura de Sousa Santos (Universidade de Coimbra, Portugal)

Carmen Beramendi (Diretora da FLACSO, Uruguai)

Daniel Filmus (Ex-ministro da Educação, Argentina)

Domênico Losurdo (Filósofo italiano)

Eduardo A. Rueda (Professor da Pontificia Universidad Javeriana, Colômbia)

Eduardo Rinesi (Ex-reitor da Universidade de General Sarmiento, Argentina)

Fernanda Saforcada (Diretora Académica do Clacso, Argentina).

Fernando Mayorga (Universidad Mayor de San Simón, Bolivia)

Florencia Saintout, (Universidade Nacional de La Plata, Argentina)

Gabriela Diker (Reitora da Universidad de General Sarmiento, Argentina)

Gerardo Caetano (Universidad de la República, Uruguai)

Horacio A. López. (Subdiretor Centro Cultural de la Cooperación, Argentina.)

Ignacio Ramonet (Jornalista, França)

Jorge Beinstein (Economista, Argentina)

Juan Carlos Monedero (Universidade Complutense, Espanha)

Julian Rebon (Membro do Comitê Diretivo do Clacso, Argentina)

Leonardo Padura (Escritor Cubano)

Leticia Salomón (Universidad Nacional Autónoma de Honduras)

Luciano Concheiro (Universidad Autónoma de México)

Mario Burkun (Economista, Argentina)

Nicolás Trotta (Reitor da UMET, Argentina)

Pablo Gentili (CLACSO, Argentina)

Pablo González Casanova (Universidad Nacional Autónoma do México)

Partito della Rifondazione Comunista (Partido italiano)

Raúl Zaffaroni (Ex-juiz da Suprema Corte de Justiça, Argentina)

Rita Segato (Intelectual feminista, Argentina)

Suzy Castor (CRESFET, Haití)

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