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L’ultimo discorso di Dilma

traduzione di Paolo D’Aprile

02 Dilma-RousseffBuon giorno signore e signori giornalisti, buon giorno ai parlamentari, ministri, buon giorno a tutti i presenti.

Farò una dichiarazione alla stampa, non sarà un’intervista ma una dichiarazione.

Vorrei innanzitutto dirvi e dire a tutti i brasiliani che è stato aperto dal Senato Federale il processo di Impeachment ed è stata determinata la sospensione del mio mandato per 180 giorni.

Sono stata eletta Presidente da 54 milioni di cittadini brasiliani ed è in quanto Presidente che mi rivolgo a voi in questo momento decisivo per la democrazia brasiliana e per il nostro futuro come nazione.

Ciò che è in gioco nel processo di Impeachment non è solo il mio mandato. Quello che è in gioco è il rispetto delle urne, della volontà sovrana del popolo brasiliano, è il rispetto della Costituzione. Ciò che è in gioco sono le conquiste degli ultimi 13 anni: l’avanzamento dei più poveri e della classe media, la protezione ai bambini, l’accesso all’università e alle scuole tecniche da parte dei giovani, la valorizzazione del salario minimo, i medici che arrivano alla popolazione più povera, la realizzazione del sogno di avere la prima casa con il programma Minha Casa Minha Vida. Quello che è in gioco è la grande scoperta dei giacimenti di petrolio del Pré-Sal. Quello che è in gioco è il futuro del Paese, l’opportunità e la speranza di avanzare ancora di più.

Davanti alla decisione del Senato voglio ancora una volta chiarire i fatti e denunciare i rischi per il paese di un Impeachment fraudolento, un vero e proprio golpe.

Da quando sono stata eletta, parte dell’opposizione insoddisfatta, e mai rassegnata, ha chiesto di ricontare i voti, ha cercato di annullare le elezioni e successivamente ha cominciato a cospirare apertamente per il mio Impeachment. Hanno affondato il Paese in uno stato permanente di instabilità politica, ostacolando il recupero dell’economia con un unico obiettivo: prendere a forza quello che non avevano conquistato con il voto.

Il mio governo è stato bersagliato da intensi e incessanti sabotaggi. L’obiettivo evidente è impedirmi di governare, e così forgiare un ambiente propizio al golpe. Quando un presidente eletto viene cassato, con l’accusa di un crimine che non ha commesso, il nome che nel mondo democratico si dà a questo gesto  non è impeachment: è golpe.

Non ho commesso alcun crimine, non esistono ragioni per tale processo. Non ho conti bancari all’estero, non ho mai ricevuto tangenti, non ho mai tollerato la corruzione. Questo processo è un processo fragile, giuridicamente inconsistente, un processo ingiusto, avviato contro un persona onesta e innocente. È la più grande delle brutalità che possono essere perpetrate contro una persona: punirla per un delitto che non ha commesso.

Non esiste ingiustizia più devastante che condannare un innocente. Un ingiustizia è un male irreparabile. Questa farsa giuridica di cui sono vittima  si deve al fatto che, come Presidente, non ho mai accettato alcun ricatto.

Posso aver commesso sbagli ma non ho mai commesso un crimine. Sono processata ingiustamente per aver fatto tutto quello che la legge mi autorizzava a fare. Gli atti praticati sono atti legali, corretti, atti necessari, azioni di governo. Atti identici furono eseguiti dai presidenti che mi hanno preceduto. Non era considerato un crimine all’epoca e non è crimine nemmeno oggi.

Mi accusano di aver promulgato sei decreti e così facendo di violare la legge del Bilancio. È falso. È falso perché i decreti hanno seguito le autorizzazioni previste dalla legge. Trattano come un delitto un comune atto di gestione. Mi accusano di posticipare i pagamenti del Piano-Safra. È falso. Non ho mai determinato niente al riguardo. La legge non esige la mia partecipazione nell’esecuzione di questo Piano. I miei accusatori non riescono neanche a dire che atto io abbia praticato. Che atto? Oltre a ciò non esistono insolvenze.

Mai in una democrazia un mandato legittimo di un Presidente eletto può essere interrotto a causa di atti legali di gestione del bilancio. Il Brasile non può essere il primo a fare una cosa come questa.

Voglio rivolgermi a tutta la popolazione del mio paese dicendo che il golpe non è solo per il fatto di destituirmi, di destituire una Presidente eletta da milioni di brasiliani, dal voto diretto in un’elezione giusta. Al destituire il mio governo vogliono, in verità, impedire l’esecuzione del programma che è stato scelto dai voti di 54 milioni di brasiliani. Il golpe minaccia di eliminare non solo la democrazia ma anche le conquiste della popolazione negli ultimi anni.

Durante tutto questo tempo sono stata la garante puntigliosa dello Stato democratico. Il mio governo non ha commesso alcun atto repressivo contro i movimenti sociali, contro i movimenti di rivendicazione, contro i manifestanti di qualunque posizione politica. Il rischio, il maggior rischio per il paese in questo momento, è essere diretto da un governo dei Sem-Voto, un governo che non è stato eletto dal voto diretto del popolo.

Un governo che non avrà la legittimità per proporre ed eseguire soluzioni per le sfide del Brasile. Un governo che può cedere alla tentazione di reprimere chi protesta contro di  lui. Un governo che nasce da un golpe, di un Impeachment fraudolento, nasce da una specie di elezione indiretta, un governo che sarà la grande ragione della continuità della crisi politica del nostro paese.

Per questo voglio dirvi che sono molto orgogliosa di essere la prima donna eletta Presidente del Brasile. In questi anni ho esercitato il mio mandato con dignità e onestà, onorando i voti ricevuti. In nome di questi voti e in nome di tutto il popolo del mio Paese, lotterò con tutti i mezzi legali di cui dispongo per esercitare il mio mandato fino alla fine. Fino al 31 dicembre 2018.

Il destino mi ha sempre riservato molte sfide, molte e grandi sfide. Alcune sembravano insormontabili ma sono riuscita a vincerle. Ho già sofferto il dolore indicibile della tortura, il dolore afflittivo della malattia e adesso soffro il dolore ugualmente innominabile dell’ingiustizia. Quello che fa più male in questo momento è l’ingiustizia. Quello che fa male è accorgermi di essere vittima di una farsa giuridica e politica.

Non mi abbatto. Guardo alle spalle e vedo tutto quello che abbiamo fatto, guardo avanti e vedo quello che dobbiamo e possiamo fare. La cosa più importante è che posso guardare me stessa e vedere il volto di chi, seppur segnato dal tempo, ha la forza di difendere le sue idee e i suoi diritti.

Ho lottato tutta la mia vita per la democrazia, ho imparato a fidarmi della capacità di lottare del nostro popolo. Ho già vissuto molte sconfitte e molte vittorie, confesso di non avere mai immaginato che sarebbe stato necessario lottare ancora contro un golpe nel mio paese. La nostra giovane democrazia fatta di lotte, sacrifici, fatta sul sangue dei morti, non si merita tutto questo.

Negli ultimi mesi il nostro popolo è sceso in piazza in difesa dei diritti. È per questo che ho la certezza del fatto che la popolazione saprà dire NO al golpe. Il nostro popolo è saggio e ha l’esperienza storica. Ai brasiliani che si oppongono al golpe, indipendentemente dalle posizioni di partito, faccio un appello: mantenetevi mobilitati, uniti ed in pace. La lotta per la democrazia non ha una data stabilita per terminare: è una lotta permanente che esige da noi una dedizione costante. La lotta per la democrazia non ha una data fissa per terminare.

La lotta contro il golpe è lunga. È una lotta che può essere vinta e noi la vinceremo. Questa vittoria dipende da noi. Facciamo vedere al mondo che nel nostro paese ci sono milioni di difensori della democrazia. Io so, e molti dei presenti lo sanno, soprattutto il nostro popolo lo sa, che la storia è fatta di lotte e lottare per la democrazia vale sempre la pena. La democrazia è il lato giusta della storia. Non desisteremo mai. Non desisterò mai di lottare.

Grazie a tutti.

12 maggio 2016

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