Frases

Soltanto parole, parole tra noi!

13-05-2016 Manifestazione a San Paolo durante il discorso di insediamento del nuovo presidente - Foto di Paolo d'Aprile

13-05-2016 Manifestazione a San Paolo durante il discorso di insediamento del nuovo presidente – Foto di Paolo d’Aprile

di Paolo D’Aprile

Jararaca. Le ultime parole della conferenza stampa di Lula dopo il suo falso arresto, qualche mese fa, fecero ridere la platea e i giornalisti presenti: se volevano uccidere la Jararaca non ci sono riusciti, hanno sbagliato mira, le hanno solo pestato la coda non la testa, la Jararaca è ancora viva.

Con un click si può scoprire che la Jararaca è un serpente velenoso. Un serpentaccio pronto a morderti. Normalmente quando ci si riferisce alla suocera-tipo la si denomina così, Jararaca. Anche una donna brutta, oppure il capoufficio, la cognata, la moglie, insomma tutto ciò che è sgradevole ripugnante e pericoloso. Sentire Lula definirsi in questo modo è tutta da ridere, soprattutto in quel momento, appena liberato da un interrogatorio camuffato da arresto. Erano giorni di fuoco, in cui si voleva liquidare il Partito dei Lavoratori, la presidente della repubblica e lo stesso Lula, così su due piedi. Denunce, false denunce, impeachment, arresti in massa di dirigenti, prove forgiate, prove raccolte illegalmente, comunicazioni false, notizie inventate di sana pianta. Il paese diviso in due, i buoni e i cattivi. E tra i cattivissimi, Lula.

Il santuario di Aparecida è il più grande del mondo dedicato al culto mariano. C’è stato pure il papa, anzi, tre papi, è realmente enorme. Fino a qualche anno fa era anche bellissimo: mattoni a vista, aperture esterne senza vetri, luce naturale, uccelli a volare. Ora con marmi colorati e finto oro sugli altari ha definitivamente perso la sua caratteristica di chiesa del popolo per consacrarsi (scusate la parola) alla volgarità di un’estetica da balera. La povera statua della Madonna è stata posta in un tabernacolo con riflessi al neon che si accendono e spengono come le insegne di un motel. Ma questo non c’entra niente. Invece sí, c’entra eccome. È la mentalità che è cambiata. La chiesa di dom Helder Camara, di dom Luciano Mendes de Almeida, si è adeguata ai tempi che corrono e oltre a cambiare la sua architettura ha cambiato pure le sue parole. Un mio amico mi scrive da lontano, vuole sapere cosa dice la chiesa sugli eventi brasiliani, sull’impeachment della presidente Dilma, sulle manifestazioni che hanno mobilitato milioni di persone, sul clima di incertezza, sulla crisi economica, sul nuovo autoritarismo, sulla violenza del potere. Il mio amico è preoccupato e sà quanto sia importante una voce che apra le porte al dialogo e alla conciliazione del paese. Vado sul sito della Conferenza Episcopale. Niente. Si parla esclusivamente di argomenti…di chiesa, appunto. Giusto così. Nulla da eccepire. La domenica successiva al falso arresto di Lula e alla conferenza stampa della Jararaca, il vescovo di Aparecida don Darcì Nicioli dice la sua. Un vescovo dal pulpito. Santuario di Aparecida. Tre papi. Marmi e tabernacolo al neon. Parola per parola: “Peça, meu irmão e minha irmã, a graça de pisar a cabeça da serpente, de todas as víboras que insistem e persistem em nossa vida, daqueles que se autodenominam jararacas. Pisar a cabeça da serpente. Vencer o mal pelo bem. Por Cristo, Nosso Senhor”. Traduzione: “Chiedi, fratello e sorella, la grazia di pestare la testa del serpente, di tutte le vipere che insistono e persistono nella nostra vita, di quelli che si auto denominano Jararaca. Pestare la testa del serpente. Vincere il male con il bene. Per Cristo, Nostro Signore”.

Non ci credete? E allora beccatevi il video, tiè.

Ma sì, ma cosa vuoi che sia. Parole parole parole, quante cazzate diciamo anche noi tutti i giorni. Il mio amico però l’ha presa male. Dice che non ne vuol più sapere dei preti e dei vescovi e che diventerà evangelico. No. Fermo! Perché i pastori evangelici hanno fatto di peggio: sono strisciati nel parlamento, hanno occupato la poltrona del presidente e hanno ricattato perfino il nuovo capo di stato che a loro si è inchinato ed ha ufficialmente chiesto la benedizione. Volete vedere il video? Va bene eccolo qui sotto: il tristo figuro alla sinistra del video è il neo presidente, il faccia da culo sulla destra un “vescovo evangelico” deputato e leader indiscusso di milioni di seguaci. Non voglio tradurre che mi viene da vomitare. Il neo presidente chiede che dio protegga il Brasile e lui stesso per il compito arduo che lo aspetta. Ah, sì…in quel momento il processo di Impeachment non era ancora stato votato. Vi viene da vomitare anche a voi?

Adesso però basta con le puttanate, adesso la cosa è seria. Qualche tempo fa, il presidente della Fiesp diede un’intervista alla TV. La Fiesp è la confindustria. Da sempre collusa col potere, oggi più che mai attiva in politica, ha organizzato l’impeachment riuscendo ad agglutinare intorno a sé, con sapienti manipolazioni dell’informazione, praticamente l’intera opinione pubblica nazionale.

Hanno una voglia matta di riprendere il controllo totale del sistema produttivo attraverso il taglio dei diritti fondamentali. Dice il presidente (traduco testualmente): bisogna dare flessibilità alla legge che regola i rapporti di lavoro, il singolo lavoratore deve trattare personalmente con l’azienda…, per esempio: per quale motivo c’è bisogno di un’ora per il pranzo. Un’ora intera per mangiare. Nessuno mangia in un’ora. Tutto si può risolvere in quindici minuti. Il tempo che resta, il lavoratore può usarlo magari per tornare a casa prima. Basta che si metta d’accordo. Per esempio: in America c’è gente che per il pranzo non si ferma neanche, con la mano sinistra tiene il suo hamburger e con la destra continua a lavorare al suo computer…semplice, basta mettersi d’accordo…” Non ci credete, neanche a questo, allora ecco il video:

Vi state divertendo o siete stanchi? Perché non ho ancora finito. Leggete ancora un po’, dai.

Dunque: per arrivare all’impeachment bisognava che qualcuno inoltrasse una denuncia formale contro la presidente. Ecco allora che tre giuristi (al soldo del principale partito avversario) si prestano a redigere il documento d’accusa. Due di essi, giuristi di fama e con grandi servigi prestati alla nazione, in realtà si limitano solamente a firmarlo: il primo per essere ultra novantenne, il secondo per altri motivi che non vi dirò. Rimane il terzo, una giovane professoressa universitaria, sconosciuta e totalmente inespressiva nel mondo accademico. Improvvisamente si trova in mezzo alla bufera: la sua denuncia è stata dichiarata ammissibile dal presidente del parlamento (un vescovo evangelico che qualche giorno fa è stato esonerato dalla sua carica per corruzione, minacce, peculato…insomma un gangster). La professoressa comincia ad apparire su tutti i giornali, in tv e perfino nelle commissioni parlamentari che istruiscono il processo. Ecco che, dopo le parole di Lula e del vescovo (di Aparecida), in un comizio la vediamo così. Traduco: “noi vogliamo servire un serpente? Il Brasile non è la repubblica del serpente. Noi siamo gente seria. Non lasceremo questo serpente dominare le nostre menti, le anime dei nostri giovani, perché i veri professori vogliono menti e anime libere. Per mezzo dei soldi, per mezzo di minacce, attraverso le persecuzioni, i processi forgiati…e io so di cosa sto parlando perché difendo molti perseguitati politici, loro vogliono farci prigionieri, ma noi non abbasseremo la testa perché mio padre mi ha insegnato che quando arriva il serpente dio manda una legione per ucciderlo. Noi vogliamo liberare il nostro paese dalla prigione delle anime e delle menti. Non abbasseremo la testa davanti a questa gente che si è abituata a comandare: la repubblica del serpente è finita”.

No, non è per niente scema, neanche pazza. È fascista proprio.

Ecco, ho finito, adesso basta. Siete stanchi? Pensate allora in che stato siamo noi.

P.S. E se il presidente del senato perdesse un dente? Il dente del presidente cedesse dalla bocca? Il presidente senza dente? Poco male. Lo mandiamo dal dentista e risolviamo la faccenda. E se perdesse il dente durante un’intervista in diretta? Un’intervista in cui giustifica l’andamento del processo di Impeachment? Le male lingue dicono che in questi giorni il presidente del senato ha detto così tante cazzate che perfino i suoi denti si vergognano così tanto che vogliono stargli lontano. Il dente del presidente cade improvvisamente, la mente del presidente senza un dente è la mente di un demente senza dente.

Chiamate l’esorcista! Aiuto è arrivato satanasso! Altro che Jararaca. Era la cerimonia di insediamento, il discorso del neo presidente della repubblica. Improvvisamente strabuzza gli occhi, contorto in orrende smorfie, dominato dagli spasmi, una voce cavernosa gli esce dal profondo. Il pubblico incita e applaude, ma ormai ha rivelato il suo vero volto: non è un semplice colpo di tosse, Michel Temer non è umano…

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