Frases

Arturo Toscanini

di Paolo D’Aprile

“Ma non lo hai ancora capito che alla stragrande maggioranza degli uomini la libertà fa spavento e l’istinto li spinge a sacrificarla costruendosi prigioni tutt’intorno e gettandosi ai piedi del potente di turno…cazzo, non ci credi? Guarda quello che sta succedendo e dimmi se non ho ragione.”

È proprio così che urla il mio amico, fuori si sé, dall’altra parte della strada, davanti alla sede della Federazione dell’Industria con il pugno chiuso in aria. Come Diogene, sta per stracciarsi le vesti, vuole risolvere seduta stante la sua impellente necessità intestinale. Ma lì non si può. Lo devo fermare ad ogni costo. Ignoro a cosa stia pensando, non posso neanche immaginare le ragioni di tanta rabbia. Sono tentato a tirare avanti e lasciarlo da solo ad inveire contro tutti. Però gli voglio bene e devo aiutarlo. Mentre aspetto il verde per attraversare, nel rumore del traffico riesco a distinguere a malapena qualche sua parola: primeira dama… discorso… Onu… Schell… golpe… dieci misure… dieci misure… dieci misure…

arturo-toscanini-02Ma lo so anch’io cosa significa “dieci misure”. Si tratta della proposta di legge di iniziativa popolare che ha raccolto due milioni di firme ed è inoltrata al Presidente della Camera. Sì, il Presidente della Camera deposto per corruzione ha accolto i rappresentanti del Ministero Pubblico Federale che presentavano la loro proposta contro…la corruzione. Tiè Ciapa! Dieci punti essenziali, dieci misure da intraprendere immediatamente. Tra i tanti paragrafi voglio leggere il primo: “nell’ambito dell’amministrazione pubblica è opportuno simulare situazioni con l’obiettivo di testare l’integrità morale o la predisposizione al crimine”. Cioè, praticamente, un test svolto all’insaputa del malcapitato funzionario, in cui viene montata una situazione per la quale il malcapitato in questione si vede invischiato suo malgrado in flagrante delitto di corruzione. Gli si può proporre una bustarella, un chilo di cocaina, un viaggio alla Hawaii, non importa. Quello che realmente importa invece è la sua risposta, la sua attitudine davanti al male: se rifiuta le profferte e denuncia i malfattori, è dei nostri. Se, viceversa, cade in tentazione, allora lo si deve licenziare. Così lo Stato riuscirà a prevenire i delitti regolandosi a seconda dei valori morali dei suoi dipendenti, più o meno propensi a malefatte, false fin che vuoi, ma preparate così per benino che sembrano vere. Praticamente lo si sbatte in prigione per un crimine che non ha commesso: la situazione delittuosa è montata ad arte, come un’azione teatrale, ma è un test, e non esiste delitto in un test, in una messa in scena di teatro. Una mazzetta, un viaggio alle Hawaii, sono una bella tentazione, però. Eppure mi sembra di aver letto da qualche parte una frase, un tipo che diceva: “e non ci indurre in tentazione”, magari mi sarò sbagliato. Però le dieci proposte sostenute da due milioni di firme sono state accettate e passeranno ad essere discusse in parlamento.

Il mio amico impazzito continua la sua arringa contro il mondo, dal marciapiede opposto ascolto che dice “Ministero Pubblico”… Ma sì, a proporre queste bestialità (bestialità è dir poco, perché se quello appena descritto è il primo dei dieci punti del suddetto test, si provi ad immaginare come sono gli altri) è stato quel magistrato fanatico invasato religioso del powerpoint contro Lula. Mannaggia…ma chi è che diceva “non ci indurre in tentazione”: ce l’ho qui sulla punta della lingua… Cornuto! Urla il mio amico. Fottutissimo cornuto. E con ulteriori schiamazzi: primeira dama dei miei oglioni. Oglioni? Così grida il mio amico, oglioni. Ignoro cosa volesse dire, lo giuro.

arturo-toscanini-03No, zitto, amico mio, fermati! Adesso basta. Però detto tra noi, la primeira dama, la moglie del Presidente della Repubblica, un po’ scemotta lo è davvero. Guarda com’è conciata, sembra Alice nel paese delle Meraviglie del Golpe: è l’inizio della campagna governativa Criança Feliz, Bambino Felicie, di cui lei è la madrinha… Si alza, piglia il microfono e con la voce rotta dall’emozione dichiara: “sono la prima volontaria del progetto, perché ogni brasiliano fin dalla sua concezione è importante per lo sviluppo del paese, e i vostri piccini hanno bisogno di amore e di affetto, baciateli e abbracciateli, cantate loro una bella ninna nanna prima di dormire…” Il discorso continua ma mi viene da vomitare, come al mio amico. La proposta del governo è quella di riportare sul campo della carità e dell’assistenzialismo quello che prima del golpe costituiva una politica pubblica di Stato. Un vero incubo. Se si pensa che hanno congelato per vent’anni gli investimenti nella scuola pubblica tutto si spiega, inclusa la faccia da formaggino della prima donna nazionale, cosí come le parolacce del mio amico che voglio fermare prima che si vomiti addosso, come purtroppo ho appena fatto io. Sporco schifoso scalpitando sui miei sandali cerco un paracarro per sedermi, ma neanche un prete per chiacchierar adesso riuscirebbe a calmarmi.

Un momento, fermi tutti davvero, il pazzo non sono io, ma il mio amico che urla frasi sconnesse sotto il palazzo di cristallo della confindustria, gesticolando come il più fantasioso dei maestri di musica. Hanno congelato ogni investimento nella scuola pubblica per i prossimi vent’anni… il motivo l’ha spiegato il Presidente usurpatore, a New York, dopo la figuraccia fatta all’Onu, quando ha mentito come uno scolaretto dicendo che il Brasile ospitava novantamila rifugiati. No, sbagliato: sono solo duemila, ma tanto chissenefrega. Dicevo dunque che per giustificare il golpe ha detto -parole testuali- “abbiamo presentato alla presidente in carica il nostro programma Un ponte per il Futuro ma non è stato accolto, così si è instaurato un processo che ha avuto il suo coronamento con la mia nomina a presidente della repubblica”. Il Ponte per il Futuro non è quello sullo stretto di Messina, ma quello che prevede la concessione del petrolio nazionale alla Shell e alle sue sei sorelle. E così ieri sera si è votata in parlamento: concessione approvata. Monopolio nazionale: fi-ni-to! Adesso il nostro petrolio e roba altrui. Privatizzato. Tutto.

Merda, cazzo, cazzo e merda, dice il mio amico, e io con lui. Anzi, lo dico solo io, perché il mio amico, vedendo come mi sono ridotto, si è ricomposto, è tornato ad essere il signore rispettabile di sempre. Sono io adesso che do in escandescenza, agitandomi e brandendo il pugno in aria da vero ossesso, lui cerca di calmarmi come farebbe qualunque brava mamma seguendo il consiglio della prima donna formaggino nazionale, mi canta una ninna nanna… È una vecchia canzone assopita nell’inconscio, dimenticata e sepolta dal peso degli anni. La voce del mio amico mi abbraccia e la canzone rinasce piano piano, cresce come il movimento ritmico delle onde, da calma e dolce melodia assume l’aspetto di inno agguerrito e orgoglioso. Adesso canto con il mio amico, in mezzo alla strada, la gente guarda, passa e va. Vorrei che qualcuno cantasse con noi, i giovani ignorano che cosa sia questa canzone; i vecchi… sono passati così tanti anni che forse l’hanno dimenticata per sempre. Ma il mio amico canta, io canto, magari domani canteremo ancora.

Prima singolarmente, poi formando frasi e rime, le parole in portoghese dicono più o meno così: alziamoci, dannati della terra! Alziamoci, tagliamo le radici del male e uniti in questa lotta finale costruiamo per noi un mondo senza padroni…; dal profondo sorge anche qualche parola in italiano, perché questa canzone la si canta in tutte le lingue, qualche frase a cui procuro dare um senso… Compagni… avanti… il gran partito… siamo dei lavoratori… non più… la plebe all’opra china…  su lottiamo… l’ideale…. nostro… alfine… sarà… avanti… compagni… avanti… futura umanità… avanti…avanti… avanti…

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...