Frases

Ubu Re

Ubu Re (del Parapagal e Madagascar, Imberatore della Terra dei Pappagalli) prima felice poi disperato e abbandonato, inchiappato, oltre che dai nemici, pure dagli amici; ovvero il Golpe che va a buddane.

Dramma in due scene e un epilogo di Alfred Jarry (Ah, Ah)

di Paolo D’Aprile

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“Uma Ponte para o Futuro” – documento lanciato nel 2015 dal partito di Temer (PMDB) per rilanciare l’economia del paese.


Scena 1

Venite orsù, venite a me, il vostro Re, il vostro Ubu con l’accento sulla U. Ministri ministroni, minestroni e ministracci del mio regno dei miei stivali dei miei boglioni. Venite apresso a me, urge e impelle il bisogno, il bisognino e il bisognaccio di parlare e sparlare con voi di voi e per voi. Accomodatevi ai piedi miei che se mi salta il ticchio vi prendo a calci e smatafloni, e già che ci siete datemi una grattatina o leccatina, fate voi. Boia e boiaccia, vi sputerei in faccia! Ecco da bravi avanti cominciate servizievoli i vostri convenevoli. Tu, Ministro Ciccione, bacia la mano mia. Tu Ministro Barbetta, osculami il piede, no, ci ho ripensato, osculami il bulo, con la B, signorsì. Io vi strizzerò il cervello, strapperò budelle e ci farò salsicce. E adesso che vi siete convenevolizzati con me, ditemi cosa avete da dirmi. Voglio le vostre spiegazioni in linguaggio telegrafico e monosillabico. Litigavate per benino alle mie spalle, tu maledetto Ministro Ciccione a causa di un palazzo della famiglia tua. Un palazzo in proibita zona, un palazzo palazzone trenta piani o ancor di più che non può venire su perché qualcuno ha detto NO. Dimmi dimmi chi è chi fu. Come… parla… più forte non sento, son sordo… Ah… è stato l’istituto per la conservazione del patrimonio storico e artistico nazionale??? E chemmefreca a me, i trenta piani del palazzo s’hanno da fare. Imberatore sono. O no? E se l’istituto ha detto no, tu, ministro Barbetta farai esso dire sì. Te lo ordino io che a un mio comando tutti si sbrodolano di paura e caganosotto chili e chili di berda con la B. Fila via, Ministro Barbetta da capra, vai subito a dire a chididovere che io dico sì al palazzo, il Ciccione ministro qui presente è amico amicone, non come te che sei l’ultimo della fila. Con lui ho fatto onda su onda il Golpe che mi ha portato qui sullo scranno più alto dell’Imbero. E adesso ubbidisci e sentiammè, osculami il bulo e spalmati di berda il capoccione tuo. Va… Va… Va…

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E adesso abbracciami devotamente, Ministro Ciccione mio, con me apresso a te non hai niente da temer. Osculami il bulo pure tu che qui da noi si fa così, la mano l’ava l’altra, la mano lava l’ava, e si sporca sempre più. Buona questa! La mano lava e si inzozza! Sei l’amico del mio cuor, con te son venuto e con te me ne andrò, la cosa è sistemata, il Barbetta ubbidirà e il palazzo tuo, anche se in proibita zona, in giornata nascerà.

E adesso cos’è sta canganra, stocasino, che vuole stoburino che mi batte al finestrino? Come, cosa? Il Barbetta si è dimesso?!? Da ministro si è dimesso, ed è andato a denunciar me stesso alla federal polizia, è andato? e per prevaricazion mi ha denunciato e registrato? La mia voce ha registrato, il mio sermone a lui e a te? Aiuto traditomento, or tutti a me, or tutti a me! Or tutti a Ubu, con l’accento sulla U.

Come sarebbe a dire… che non ho il diritto di impicciarmi di cose che riguardano i palazzi del mio amico! Imberador son io! E quello che voglio faccio, se ordino di oscularmi piedi e bulo, oscular dovete!… Noi abbiamo fatto il Golpe contro la corruzione degli altri non contro la nostra! Lo hanno detto anche in parlamento ieri sera: amnistia ai deputati dei fondi neri, ai partiti dei fondi sporchi, agli zozzi delle mani pulite. Amnistia di legge, per legge e con legge. E legge sia, tà tà. Ripeto, abiammo fatto il Golpe contro la corruzion degli altri, non contro la nostra, ostia! E adesso vogliono denunciare a me che non ho niente da temer?

E Tu Ciccione ministrone, cosa fai, te ne vai? Per colpa del Barbetta abbandoni la barchetta? Lo sai che in sei mesi di governo sei il settimoninistro che mi infila un ditoinbulo e se ne va? Lo sai, Ciccione mio? Solo resto, resto solo, come cane razzolante rantolante ributtante, come soffro come soffro, qui da solo in questo mondo bisognoso. Come soffro… abbandonato… incartapecorito Imberatordeimieiboglion! Linoleum, linoleum… est est est.

Epilogo

Il povero Ubu Re fa penapura. Lo si vede aggirarsi qua e là, un ultima carrozza cigolando se ne và, ormai non trova gli amici che aveva solo case su case, catrame e cemento.

Fine

Cioè, forse lo avrete capito, ma questa storia non è di Alfred Jarry. L’ha scritta il sottoscritto. Non sapevo come fare a raccontare l’ennesimo episodio di corruzione. Stavolta però è implicato direttamente il presidente Ubu, no, dico, il presidente Temer, per aver convocato il ministro della Cultura affinché intercedesse presso gli organi competenti in modo tale che ritirassero il divieto di costruzione di un grattacielo di trenta piani in una zona storica di Salvador. Tale costruzione appartiene a un noto ministro sovrappeso e sudaticcio. Il Barbetta in questione ha registrato la conversazione. Si è dimesso ed è corso nelle braccia della Polizia Federale. Un casinodellamadonna. Insomma un Presidente della Repubblica invischiato in un caso di prevaricazione per risolvere interessi privati di un amico suo. Il Ciccione si dimette e per giustificarsi davanti ai giornalisti, che fino a ieri osannavano Temer come salvatore della patria, dice: ma nooo, Il Barbetta mi ha male interpretato, io gli ho solo chiesto un favore. E pensare che hanno fatto un Golpe contro la corruzione. Nottetempo il parlamento approvava l’amnistia ai politici e ai partiti che hanno usato e usano fondi neri per le loro malefatte. Va tutto a buddane, ragazzi!

Geddel Vieira Lima (a sinistra), si è dimesso da Ministro incaricato delle relazioni con il Congresso. E' stato accusato dall'ex ministro della cultura, Marcelo Calero, di avergli fatto pressioni per approvare un investimento per la costruzione di appartamenti di lusso in uno storico quartiere di Salvador, nello stato di Bahia.

Geddel Vieira Lima (foto a sinistra) si è dimesso da Ministro incaricato delle relazioni con il Congresso. E’ stato accusato dall’ex ministro della cultura, Marcelo Calero (foto a destra), di avergli fatto pressioni per approvare un investimento per la costruzione di appartamenti di lusso in uno storico quartiere di Salvador, nello stato di Bahia.

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