Frases

Capa

di Paolo D’Aprile

17-02-06a-capa

Spesso compravo libri o dischi esclusivamente dalla copertina. La foto, il disegno, i colori. Ore ed ore a sognare Tarzan e il Corsaro Nero. Ore ed ore passate a contemplare gli LP di Fausto Papetti. L’ultimo libro comprato in fretta e furia senza pensarci a causa del rinoceronte in copertina: un capolavoro. Ho avuto fortuna.

Stop. Mi accorgo che sto prendendo una piega buffonesca, sporcacciona. Non è il momento. Chiedo scusa. Ricomincio.

Lula interrompe il discorso in lacrime, il vecchio leader è distrutto, ha accompagnato l’agonia della moglie fino alla fine. Persino gli avversari golpisti sono andati ad abbracciarlo, come se avessero capito il dramma, come se avessero intuito che il maledetto aneurisma si è rotto per l’estrema tensione vissuta in questi ultimi mesi. Marisa è morta triste, dice Lula davanti al feretro. Il salone del sindacato è la camera ardente. Un breve rito religioso, il discorso. Marisa è morta triste. Lula si riferisce all’umiliazione subita un anno fa, quando le truppe speciali della polizia federale entrarono di notte in casa sua, perquisirono a loro modo squarciando i materassi, rovistando nelle pentole, sequestrando i giochi dei nipotini.

Cercavano dollari, droga, documenti compromettenti, qualunque cosa che provasse la colpa di Lula, che venne trascinato via in un falso arresto. Sì, un falso arresto. Si chiama condução coercitiva, conduzione forzata, da usarsi esclusivamente quando un cittadino viene convocato a deporre e si rifiuta di comparire. Lula invece fu direttamente prelevato, senza convocazione previa. In diretta tv. Un orrore. Pochi giorni dopo anche Marisa viene accusata di ulteriori nefandezze, riciclaggio di fondi neri, corruzione, evasione fiscale. La prova della sua colpa: la fattura dell’acquisto di due pedalò. Due pedalò da usare nel laghetto artificiale della casa di campagna, secondo l’accusa, la casa che Lula non dichiara al fisco. Se c’è la fattura, se i pedalò esistono (fotografati dai drone) allora significa che la casa è davvero di Lula e Marisa. Ecco, signori giurati, la prova del crimine: i pedalò. “Marisa è morta triste perché contro di lei si sono accaniti come canaglie, ho 71 anni, non so quando Dio mi chiamerà, ma spero di vivere ancora per molto perché voglio… (in questo momento Lula abbassa la testa in lacrime) …che un giorno abbiano l’umiltà di chiedere scusa a questa donna. Amata ‘companheira’ Marisa, riposa in pace, perché il tuo Lula resisterà ancora molto per lottare per te”.

Appena venne divulgata la notizia della gravità dello stato di salute di Marisa, nelle reti sociali è esploso tutto l’odio in cui il nostro paese pianta le sue radici più profonde: “Muori presto, carogna, che voglio stappare il mio champagne” scrive, ad esempio, il procuratore della repubblica dello stato di Minas Gerais. Lo ripeto: “Muori presto, carogna, che voglio stappare il mio champagne”, scrive, ad esempio, il procuratore della repubblica di Minas Gerais. Si chiama Romulo Paiva Filho, e posta una foto sorridente con la bottiglia in mano. Poco prima una dottoressa dell’equipe, Gabriela Munhoz, divulgava in rete le tomografie di Marisa, in cui è possibile notare il sangue nel parenchima cerebrale. Risponde Richam Faissal Ellakkis, un neurochirurgo amico di Facebook: “bisogna che durante l’operazione spingano il coagulo più in basso, vedranno la pupilla dilatarsi e il demonio potrà finalmente abbracciarla”. Oggi la dottoressa è stata licenziata, ignoro la fine del procuratore e del neurochirurgo, capace di scrivere quelle cose.

Intanto nei principali siti di informazione, subito dopo la foto di Marisa appariva quella di Rosangela, inneggiando all’azione del marito contro Lula. Come una specie di reality show, una gara di moglie contro moglie, la moglie di Lula (morta per la tensione di questi mesi) e quella del giudice Moro. Il male contro il bene. Sì, Rosangela è la moglie del giudice Sergio Moro, il grande inquisitore. “Capa” in portoghese significa copertina. Poche righe fa parlavo come uno scemo di copertine di dischi e libri. Ora parlo di una rivista di grande circolazione uscita oggi la cui copertina, capa, porta l’immagine di Rosangela, la moglie di Moro. Dice il sottotitolo: da tre anni amministra l’impatto dell’inchiesta nella sua vita – la sicurezza dei figli, l’esposizione mediatica la scomoda posizione di moglie di Sergio Moro – adesso avanza in prima linea per difendere il giudice più popolare del Brasile.

Ecco perché Marisa è morta. Ecco la lotta infame a cui è stata sottomessa. Una donna del popolo, che inventò la bandiera del partito, una donna del popolo a cui non è mai stato perdonato di essere la moglie di un operaio diventato presidente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...