Frases

Noi non siam

di Paolo D’Aprile

Foto da Midia Ninja

Un mio amico dice che niente succede per caso, che tutto ha una sua ragione d’essere e non esistono coincidenze. Io non ci credo. A me piace pensare che siamo sballottati qua e là, non da un demiurgo che tutto prevede e dispone, ma dalla scalogna o dalla fortuna del momento. Se scivolo su una buccia di banana, mi spezzo una gamba e all’ospedale conosco una bella infermiera, non starò certo lì a ringraziare lo sporcaccione che ha insozzato il marciapiede.

Ieri è come se ci avessero marchiato a fuoco la scritta CVD. Non importa se da più di un anno le piazze si riempiono di gente ogni settimana per gridare al rispetto delle regole democratiche, loro il golpe lo hanno fatto lo stesso. CVD. Hanno usurpato il potere e adesso assaltano la nazione. Non importa che il loro governo stia affogando in corruzione e ogni sorta di delitto, non importa. Chi realmente conta, invece, quelli che come al solito orchestrano tutto, applaudono felici. La loro sede era circondata da un apparato di guerra. Non per catturarli, ma per proteggerli dalle centinaia di migliaia di lavoratori e cittadini che sfilavano indignati. La sede della Confederazione dell’Industria circondata da uomini armati, polizie e pistoleiros privati. Insieme abbracciati pronti ad ucciderci tutti se qualcuno avesse osato alzare gli occhi. Eravamo milioni, siamo milioni ma non importa. Un mio amico mi scrive preoccupato: “ma cosa dice il governo e i mezzi di comunicazione…?” I mezzi di comunicazione, le grandi tv e i giornali, i maitre a penser della nazione sono tutti d’accordo col governo e questo con gli industriali protetti dalle armi. Niente succede per caso. Era ieri, 1964, iniziava il golpe militare, finito formalmente solo nel 1989. Era ieri, 2017, il governo sanziona il progetto di legge che prevede la terziarizzazione completa di ogni rapporto di lavoro e la giornata di dodici ore. Ogni garanzia viene lasciata in balia del “negociado” , ossia dell’accordo che il lavoratore farà con chi lo chiama. La nuova legge prevede che il “negociado” prevalga sul “legislado“, cioè che se l’accordo eventuale ferisce la legge, non importa, vale lo stesso. Come se un lavoratore avesse la forza di scendere a patti col padrone! CVD. Ieri, 1964, golpe. Ieri, 2017, il governo paga il prezzo del golpe attuale agli industriali che lo hanno organizzato, finanziato e appoggiato attraverso le loro televisioni, i loro giornali, i loro ricatti, i loro licenziamenti in massa, la loro crisi economica fabbricata a tavolino, la loro corruzione sistematica. In un suo comunicato perfino la Conferenza Episcopale ha esortato i cristiani e gli uomini di buona volontà a reagire… Naturalmente non ne è stata data la minima notizia. Forse il mio amico ha ragione, niente succede per caso, niente accade per pura coincidenza, tutto ha un suo piano stabilito, duttile e malleabile, capace di adattarsi alle esigenze della situazione, un piano altamente specializzato, stilato da chi sa cosa vuole e perché. Un piano che prevede un livello giuridico, con la cattura di personaggi importanti e la criminalizzazione della politica tout-court. Un piano che si appoggia sulla fabbricazione e divulgazione di notizie totalmente false (in queste pagine, in vecchi articoli ne abbiamo parlato ampiamente). Un piano che prevede la privatizzazione massiccia di ogni servizio e la sottomissione completa della forza di lavoro agli interessi della grande industria. Un piano che vuole la partecipazione parlamentare sotto il manto moralizzante, ma che in realtà fomenta la corruzione più mostruosa.

La destituzione di un presidente eletto con cinquantacinque milioni di voti, senza un motivo giuridico che la giustificasse, ha un caro prezzo. È vero ho cambiato idea, il mio amico ha proprio ragione, non esistono coincidenze, niente è stato lasciato al caso, tutto è stato pensato e previsto, anche la nostra protesta. Siamo milioni in piazza, da più di un anno, ogni settimana, ma non importa. La notizia che viene divulgata è quella dei disagi del traffico provocati da vandali che occupano lo spazio pubblico. Dicono che siamo dei vandali, dicono che sono un vandalo pagato da Lula per provocare il disordine e il caos sociale in un paese che ha invece bisogno di lavoro, ordine e stabilità. Ieri ci hanno ferito e umiliato, marchiato a fuoco con la scritta CVD, Come Volevasi Dimostrare.

Mi verrebbe da urlare come si faceva tanti hanno fa quando ero giovane: Pa-ghe-re-te ca-ro, Pa-ghe-re-te tut-to. Tranquilli, cari amici, sono un signore di mezza età, pelato, pancetta, e certe cose non le faccio più. Ieri però tra le migliaia di cartelli, si è alzata una bandiera, una sola. Confesso: mi sono venute le lacrime agli occhi, Noi non siam più nelle officine, entro terra nei campi al mar, la plebe sempre all’opra china, senza ideale in cui sperar…

Foto di Paolo D’Aprile

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