Frases

Mùsica Brasileira 6

Riflessioni, racconti, canzoni, incoerenze, storie e qualche falsità

In questi capitoli cerco di abbracciare la vastità del mondo musicale brasiliano. Ho deciso di non seguire una linea temporale, ma di saltare a piacimento tra il classico e il profano, l’erudito e il popolare. In fondo, la musica è il linguaggio più antico, al di là del tempo e dei generi, dei gusti e delle mode, è il vero linguaggio degli uomini.

Spero davvero di riuscire trasmettere tutta la bellezza di questo Paese e di questa gente che da tanti anni mi abbraccia con la bellezza e l’amore della sua arte.

di Paolo D’Aprile

Cap. 6

O nordeste é assim: ou sobe pra São Pedro ou desce pra São Paulo. “Il nord est è così: o sali da San Pietro o scendi giù a San Paolo”, dice un proverbio popolare.

Quando olhei a terra ardendo… quando ho visto la terra bruciare… Nel sertão non piove mai, la terra brucia e tutto muore di sete, l’aria, gli animali, l’anima. L’uomo si trasforma in pianta, in cactus, in polvere. E come polvere si alza e parte.

“Veniva sfruttato, e la furbizia era l’unica sua arma, l’arma del povero, l’unica arma con cui poteva resistere ai padroni…, João era un povero come noi -figlio mio-  e ha dovuto sopportare le più grandi difficoltà che si possano immaginare in una terra devastata dalla siccità e povera come la nostra, ha dovuto combattere per la vita fin da piccolo, ha passato l’infanzia in un mare di sofferenza, si è dovuto abituare al poco pane e al molto sudore, durante la siccità per sopravvivere mangiava le radici e beveva il succo del cactus, pativa la fame, e quando non ne poteva più si inginocchiava e pregava, e quando le preghiere non erano ascoltate si aggruppava ai rifugiati per cercare di sopravvivere nelle città… umiliato… sconfitto… pieno di saudade… e non appena aveva notizia della pioggia, prendeva entusiasta la via del ritorno, come se la speranza fosse una pianta che cresceva con la pioggia, e quando rivedeva la sua terra rendeva grazie a Dio per essere un sertanejo povero ma coraggioso e traboccante di fede…”

Queste sono le parole più belle scritte sul popolo del sertão del nord est brasiliano. L’autore è Ariano Suassuna, scrittore, poeta e saggista come pochi. La sua commedia principale, Auto da Compadecida, tratta delle vicissitudini di João Grilo, un simpaticissimo imbroglione, che davanti al giudizio divino chiama ad intercedere per lui Nossa Senhora, la Madonna l’unica capace di pronunciare davanti a Dio le bellissime parole di cui sopra. João viene assolto e, come se non bastasse, lo stesso Cristo gli concede una seconda possibilità: tornare sulla terra.

Quando olhei a terra ardendo qual fogueira de São João, eu perguntei: meu Deus do céu, porque tamanha judiação… Quando ho visto la terra bruciare come un falò della festa di san Giovanni ho chiesto: Dio mio, perché tanta sofferenza…

Navigando come polvere in un mare di polvere, ai limiti dell’umano, il sertanejo, il povero abitante del sertão, arriva alle incomprensibili metropoli, Rio e soprattutto São Paulo. E si affoga per sempre in favelas miserabili, vittima di una violenza e di una povertà cento volte peggiore di quella da cui fuggiva… E non rimane che il ricordo, la saudade, la poesia, la musica.

Saudade! O meu remédio è cantar! Saudade, la mia medicina è cantare!

Le canzoni che abbiamo appena sentito sono interpretazioni attuali di composizioni storiche del più grande cantore del nord est, inventore di ritmi e melodie che hanno fatto la storia della musica brasiliana: Luiz Gonzaga. La sua storia è quella di un João qualunque, povero emigrante a Rio ma con un immenso talento per la musica, viene contrattato per suonare e cantare alla radio. Il successo è immediato. I milioni di conterranei emigrati al sud, si riconoscono in lui immediatamente, nel suo ritmo indiavolato e soprattutto nelle parole delle sue canzoni (scritte in coppia col poeta Humberto Teixeira) e, per la prima volta nella storia, sentono la loro voce divulgata da uno di loro, uno come loro. Re incontrastato della fisarmonica, porta la musica della sua terra al sud e al paese intero che lo adotta come simbolo, maestro indiscusso fino ad oggi. Il ritmo che lo ha reso famoso è il Baião:

Da questo ritmo, caratterizzato dalla zabumba (la gran cassa) e dal triangolo, nasce la pulsazione originale che col tempo darà consistenza alla musica popolare e le aprirà gli orizzonti collegandosi a tutte le altre forme ritmiche armoniche e melodiche della música brasileira.

Ma è con questa canzone, Asa Branca, che Luis Gonzaga scolpisce il suo nome nel cuore di tutti

Il testo parla della siccità, della morte del bestiame, della fuga nella grande città, della voglia di ritornare, della tremenda saudade… Quando ho visto la terra bruciare… Parole tristi, musica allegra, la miseria e la tristezza cantate col sorriso.

In questa magnifica versione sinfonica, vengono riproposti tutti i ritmi e gli arrangiamenti usati, inventati, riveduti e corretti da Luiz Gonzaga a partire dal baião, il più famoso di tutti è il Forró.

Il Forró. Dicono che questa parola sia una storpiatura della parola inglese For All, scritta sulla porta delle sale da ballo delle basi militari americane la domenica pomeriggio, per indicare l’ingresso libero, per tutti, for all. È una solenne falsità. Forró, deriva da forrobodó, che significa festa, confusione, allegria gioiosa. Luis Gonzaga ha lasciato un’immensa eredità, raccolta da tantissimi musicisti, molti dei quali hanno poi aperto le porte del Forró e della musica popolare per trasformare questa miscela esplosiva in jazz e musica da concerto. Tra i tanti, il principale è Dominguinhos:

In questo contesto, apparentemente semplice, Dominguinhos è una specie di compendio della musica popolare. Ma ad un orecchio attento non saranno certamente sfuggite le modulazioni armoniche, i cambiamenti di ritmo, la ricchezza del fraseggio delle improvvisazioni, insomma un musicista coltissimo, che oltre ad avere profonde radici, conosce tutto il linguaggio musicale contemporaneo erudito. È chiamato come ospite d’onore nei dischi e nei concerti dei più grandi. La fisarmonica, protagonista della festa in ogni parte del mondo, diviene nelle sue mani uno strumento totale, sfiorato dai silenzi, annegato nella musica in un momento di arte totale …

Dominguinhos, patrimonio della cultura nazionale è recentemente scomparso. Lo voglio ricordare con questa stupenda e semplice canzone d’amore: il grande virtuoso suona due note, le note giuste, essenziali, note rubate al silenzio, pause di musica in un mare di allegria, note di solitudine, felicità, note di chi ha suonato il mondo e che dal mondo si è lasciato suonare, note di canta quasi sottovoce e permette alla frenesia del Forró trasformarsi in abbraccio, l’unico, l’ultimo, il vero abbraccio del Brasile a uno dei suo figli più illustri, Dominguinhos

Il Forró, come ogni ritmo brasiliano, assume così mille aspetti, ciascuno con la sua peculiarità, con la sua originale proposta: lo chiamano il forró universitário, suonato da giovani e giovanissimi con grande successo nelle feste degli studenti

Il Forró è anche capace anche di trasformarsi in sensuale, sinuoso, caldo, come questa magnifica canzone, ormai patrimonio collettivo

Vedere i giovani della città danzare e riconoscersi nel ritmo del nord est, è forse il segno più importante di una integrazione nazionale sognata dai politici ma realizzata dalla gente.

Da Luiz Gonzaga, alle feste universitarie. Dal sertão della siccità alla metropoli, dalle bettole alle sale da concerto, il forró e il baião sono oggi patrimonio culturale dell’umanità:

Il nord est brasiliano, la siccità, la miseria, l’emigrazione forzata, la terra che brucia come un falò, la saudade, la dignità di tutto un popolo che non soccombe, la forza culturale immensa, la nostra vera ricchezza. Quando olhei a terra ardendo, qual fogueira de São João…

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...