Frases

Risate e Abbracci

di Paolo D’Aprile

Se l’ideologia razzista non facesse parte del modo di pensare e non avesse radici profonde nel pensiero sociale e filosofico europeo, il nazismo non avrebbe esercitato quella attrazione internazionale che gli permise di fare ciò che fece: il razzismo rifletteva l’opinione pubblica di tutti i paesi. Ogni ideologia che si rispetti è creata, mantenuta e perfezionata come arma politica e non come dottrina teorica. Sono parole di Hannah Arendt tratte da “Le origini del totalitarismo”.

 

Mandado Coletivo. Mantato Collettivo. Ripeto, Mandato Collettivo. Significato e significante. Il Brasile del golpe vive l’idiosincrasia, l’isteria collettiva, le contraddizioni storiche di una società che, brutalmente repressa dalla forza di una macchina oppressiva implacabile, appoggia e applaude i suoi carnefici. Gruppi di esaltati invadono i musei, picchiano gli attendenti, insultano i visitatori. Accusano gli artisti di oscenità, attentato al pudore, pedofilia. Tra i leader di questo movimento puritano c’è Alexandre Frota: attore… di film pornografici!

E i musei, sotto la pressione della classe media e della generazione cresciuta a fake-news, sospendono le loro attività. Altro esempio: Elisaldo Carlini, professore, ricercatore, scienziato di fama mondiale, pluridecorato dall’ONU, dalla OMS, chissà in lista di attesa del Nobel per lo studio dell’uso medicinale delle sostanze psicoattive derivate dalla cannabis; all’età di 88 anni, viene intimato a deporre in qualità di investigato sotto l’accusa di apologia all’uso di droga. E il povero professore attonito, siede davanti alla truculenza di un commissario analfabeta, cercando di spiegare cinquant’anni di studi, accusato da un procuratore della repubblica della stessa risma di quello che accusa Lula di “aver stabilito alleanze con altri partiti politici per ottenere la maggioranza parlamentare”…

Nel Brasile del golpe questa è l’accusa: studiare l’uso medicinale della cannabis, formare una maggioranza parlamentare, delitti gravissimi, l’onta vergognosa, il marchio di infamia. Fior di avvocati a spiegare al giudice istruttore che studiare la cannabis non significa allearsi ai narcos; fior di avvocati a spiegare al giudice istruttore che la democrazia funziona attraverso la costruzione di alleanze programmatiche e la conseguente distribuzione di cariche politiche, tra cui i ministeri. Fior di avvocati a spiegare che le alleanze politiche fanno parte del gioco democratico; Fior di avvocati a spiegare che esporre quadri erotici non significa incentivare la pedofilia. E i giornali le fake-news a dire che allearsi politicamente significa favorire la corruzione, la pedofilia, il comunismo, la depravazione. Il Brasile del golpe è diventato cattivo. Adesso non ha più nessun ritegno di esporre la sua anima putrefatta, adesso ha deciso di dire a se stesso chi comanda davvero.

Mandato Collettivo. No, non basta l’esercito a presidiare le favelas, non bastano i carri armati con i cannoni  puntati sulla gente. No, non basta schedare chi entra e chi esce da un quartiere grande come Milano, ma fatto di casupole e baracche, melma e fogne a cielo aperto. Schedare: fotografare ogni persona, in fila, documento alla mano. Tutti, bambini compresi. Perquisire tutto, anche dentro i pannolini. Perché possono nascondere la droga proprio lì, magari la stessa droga studiata da quell’esimio professore indagato. Adesso non basta più. E si comincia da Rio de Janeiro, poi sarà il resto del paese.

Due anni fa, alle grandi manifestazioni a favore dell’impeachment di Dilma, convocate dalla Confindustria, la rede Globo, la grande stampa e la magistratura, la classe media accorse in massa. Con la maglietta della Nazionale, la bandierina in mano mandavano i bambini a farsi fotografare tra i soldati e la polizia più corrotta e assassina del mondo.  Un bel ricordo di una giornata di sole. Una scapagnata. Con la bava alla bocca.

Gli stessi soldati e la stessa polizia oggi occupa le favelas di Rio dove i bambini vengono massacrati, umiliati e offesi. Ma non importa: sono i figli dei figli dei figli degli schiavi, dei poveri, nati tra baracche, fogne a cielo aperto e topi morti.

Mandado Coletivo. Mandato Collettivo. Significato e significante. Mandato collettivo. Ogni abitazione, ogni persona, chiunque si trovi in quella determinata area è di fatto passibile di perquisizione. Si chiude la strada, si chiude un intero quartiere. I soldati possono entrare dappertutto, perquisire cose e persone alla ricerca di qualunque cosa susciti sospetto o sia passibile di indagine. Tutto e tutti. Come le brigate nere, come i nazisti. L’alto comando vuole il permesso legale. Il ministro esige il permesso legale. Il Presidente golpista Temer dice che “se necessario, i militari devono entrare in confronto a fuoco”. Mandato Collettivo significa che tutti sono colpevoli fino a prova in contrario. Il comandante supremo vuole le garanzie legali per la truppa i cui eventuali eccessi saranno investigati e “processati”da una giunta esclusivamente militare.

Ecco l’ideologia creata mantenuta e perfezionata come arma politica! Dicono: “siamo in guerra contro la criminalità organizzata, siamo in guerra contro la droga”. E la guerra si fa contro un nemico. Così, seguendo la sua tradizione, l’esercito si dirige ancora una volta contro il suo stesso popolo come storicamente ha sempre fatto, o per sedare le rivolte, o per appropriarsi del potere. L’esercito contro la gente, l’esercito contro le favelas, l’esercito contro i poveri. La Mãe Gentil, Pátria amada Brasil, la mamma gentile, patria amata Brasile cantata nell’ultimo verso dell’inno nazionale è diventata un mostro. E allora bisogna resistere con le armi che si hanno. Bisogna raccontare, parlare, bisogna scrivere, cantare, suonare. Bisogna continuare a saper ridere, e sconfiggere il vero nemico dicendogli in faccia che il Re è sempre nudo. La nostra resistenza sarà una festa a cui tutti sono invitati. La nostra resistenza sarà una parata di tamburi, un ritmo indiavolato, saranno maschere e canzoni, risate e abbracci:

E la patria amada, ritornerà ad essere la Mãe Gentil che abbraccia ogni suo figlio come l’unico, il più importante, bastione della resistenza, sentinella della libertà. Viva o Brasil.

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