Frases

Si scava ancora

di Paolo D’Aprile

Foto: Corpo de bombeiros

Günther Jakobs passeggia per la piazza, fa finta di niente. Lo si vede da lontano, la sua faccia dice che tedesco è e tedesco rimane. Anzi, in questa piazza tedesco lo è ancora di più. Arrossato dall’implacabile sole, suda rancido nascosto sotto l’effluvio di una volgare acqua di colonia. Sorride compiaciuto. Contento. Sa di aver ragione, vede davanti ai suoi occhi la conferma della teoria a cui ha dedicato tutta la vita. Glielo dicono le macerie ancora fumanti da due giorni, glielo dicono i corpi delle vittime sopravvissute, stravaccati per terra in un abominabile accampamento, tra donazioni, pacchi e materassi. Glielo dicono i corpi delle vittime spappolate da ventisei piani in fiamme. Glielo dicono le autorità locali e nazionali. Günter, bestione teutonico, ride. Entra nel baretto all’angolo e si fa una birra. Da buon tedesco la chiede calda. Trenta gradi e birra calda. Le autorità locali…

A poche ore dal disastro quando ancora la città apprende la notizia, il sindaco afferma che il palazzo era occupato da trafficanti di droga del PCC, Primeiro Comando da Capital, l’organizzazione criminale più potente del paese, quella che nel 2006 decise di attaccare la città. In una notte uccise cinquanta poliziotti. I killer andavano casa per casa e sparavano a colpo sicuro. Il giorno dopo bloccarono i trasporti, incendiando i mezzi pubblici con la gente dentro. La vendetta del governo fu atroce e la teoria del bestione teutonico divenne finalmente realtà: sappiamo oggi che i morti nella sola città di São Paulo furono 499; e in tutto lo stato, quasi mille. Dopo dodici anni, solamente nove casi sono stati investigati. Nessuno è stato punito. Ma il PCC ottenne dal governo quello che voleva. I capi di ambo le parti si sedettero al tavolo dei negoziati: i mafiosi parlano lo stesso linguaggio, e tra mafiosi ci si capisce, in poche ore raggiunsero l’intesa, un patto di non aggressione mantenuto fino ad oggi. Le autorità di ieri si ritrovano davanti ai corpi dei sopravvissuti, nella piazza della chiesa gialla. La chiesa gialla. Nossa Senhora do Rosário dos Homens Pretos, letteralmente: Nostra Signora del Rosario degli Uomini Neri. È la antica sede delle confraternite negre, le uniche organizzazioni in cui gli schiavi potevano ritrovarsi e riconoscersi come uomini, come persone.

Le autorità, senza alcun pudore, con la violenza verbale che le contraddistingue, affermano testualmente: il palazzo era abitato da trafficanti di droga. E ancora: bisognerebbe convincere tutta questa gente a non abitare in condizioni simili. La Costituzione sancisce il diritto inalienabile alla casa. Il palazzo è abbandonato da tempo immemorabile. Le politiche abitazionali del governo federale sospese dal golpe di stato di due anni fa, costringono milioni di persone a vivere in condizioni disumane. La gente senza casa, senza tetto, i poveri, i miserabili, i derelitti, i dannati della terra occupano il palazzo esercitando il loro diritto alla sopravvivenza. Il palazzo si trasforma in una favela verticale. Una scintilla, il rogo. Riccardo scappa. Riccardo torna indietro. Sale fino all’ultimo piano per salvare donne vecchi e bambini intrappolati. Ma intrappolato ci rimane lui. I pompieri gettano una corda, Riccardo allunga la mano. Il palazzo crolla in una palla di fuoco. Il corpo di Riccardo viene ritrovato tre giorni dopo, quasi liquefatto, un pezzo di faccia qua, una mano là, mezza gamba qui, un ditone lì, pezzi rimasti sotto mille tonnellate di ferro e cemento, pezzi di carne calcinata da un calore di 800 gradi. Per Günter, e le nostre autorità, il Diritto alla casa, il Diritto alla vita, non è un imperativo, ma un optional. Hanno dichiarato guerra al nemico: i trafficanti, i senzatetto, i poveri, per loro alla fine sono la stessa cosa. Agli oppositori, i vagabondi, l’insieme di coloro che “ non rispettano l’ordine democratico in vigore, rappresentano un pericolo per la struttura normativa della società”, verrà riservato loro un trattamento non compreso nelle norme giuridiche normali. “Non sono loro stessi con il loro comportamento a porsi direttamente fuori dalle regole della convivenza?” Ecco, la teoria del Gunther laido. Il diritto penale speciale. Un diritto, una norma per il nemico. Esclusiva per lui. E il nemico adesso non è più un invasore straniero. Il nemico ce lo abbiamo in casa. La guerra alla droga la combattiamo col massacro dei trafficanti o dei presunti tali. E se un palazzo di 27 piani crolla, vuol dire che se la sono cercata e ci hanno risparmiato il lavoro sporco.

Günther Jakobs, giurista, professore. Non è mai stato a São Paulo, e probabilmente non sa quello che è avvenuto.E io non ho mai letto niente scritto da lui. So che esiste perché viene citato spesso dalle nostre mostruose autorità. Magari è una brava persona e nel caso lo fosse, mi scuso per gli improperi. Le nostre autorità invece brave persone non lo sono affatto e con loro non mi scuso, definitivamente no. Dopo una settimana si scava ancora.

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